Spesso ci capita di ricevere delle domande ricorrenti da parte di clienti su svariati argomenti inerenti alle opportunità di alcune tipologie di investimento. Uno tra gli argomenti più controversi è senz’altro quello dei diamanti da investimento. In questo post cercheremo di porre l’attenzione su alcuni aspetti di questa idea, cercando di valutare vantaggi e svantaggi più evidenti.

Nell’immaginario comune si acquista un diamante per due possibili ragioni:

  • Incastonarlo su un anello e donarlo alla propria compagna;
  • Utilizzarlo come una riserva di valore, come bene rifugio, per poi rivenderlo quando le condizioni di mercato sono più favorevoli (a fronte di una maggiore domanda e della relativa crescita dei prezzi).

In quest’ultimo caso è però necessario fare molta attenzione, poiché stiamo trattando i diamanti come dei veri e propri investimenti e, in quanto tali, vanno valutati molteplici aspetti. Lo dimostra il recente scandalo che ha coinvolto alcune banche che, insieme ad alcuni intermediari del settore delle pietre preziose, hanno venduto diamanti come forma di investimento. L’applicazione di prezzi gonfiati, unita all’evidente inesperienza degli investitori, hanno creato le condizioni per un investimento poco consapevole e ancora meno redditizio.

Diamanti in banca a prezzi gonfiati: lo scandalo

È proprio di questi giorni (ottobre 2021) la notizia che apparentemente si va verso l’archiviazione per i 73 indagati per truffa ai danni di tanti investitori nello “scandalo diamanti” venduti in banca. Archiviazione richiesta dai PM perché sarebbero trascorsi 7 anni e mezzo dall’acquisto dei beni, l’ennesima beffa per i risparmiatori italiani. Una delle zone più colpite è proprio il veneto, dove sono stati venduti molti dei diamanti piazzati dalle reti bancarie a prezzi maggiorati anche tramite false quotazioni.

Ma cosa è successo? Gli impiegati di alcune banche, attraverso la fitta rete di sportelli bancari, “segnalavano” ai clienti preoccupati dai default delle banche e dal bail-in (il periodo è quello post-Lehman e della crisi del debito Greco) l’opportunità di acquistare i diamanti come beni rifugio con interessanti prospettive di apprezzamento nel medio e lungo termine.

Le banche (quelle coinvolte nella vicenda sono Banco Bpm, Banca Aletti, UniCredit, Intesa San Paolo e Montepaschi) segnalavano quindi un intermediario che forniva i diamanti, il tutto avveniva all’interno delle filiali di banca. Per questa attività di segnalazione le commissioni retrocesse alle banche arrivavano anche al 15%-20% del valore. Dalle indagini effettuate sembrerebbe anche che l’investimento venisse proposto come a basso rischio e che i contratti venissero firmati senza un rappresentante della società di intermediazione dei diamanti.

Questo sistema ha retto fino al 2016, finché lo scandalo non è esploso a seguito di numerose richieste di chiarimenti, e a segnalazioni alle associazioni dei consumatori. Anche i giornalisti di Report hanno dedicato un interessante approfondimento al caso. 

Non appena sono arrivate le richieste di vendita sono emerse le falle del sistema: i prezzi di vendita erano molto inferiori ai prezzi d’acquisto e molto spesso veniva applicata una commissione in uscita del 10%. L’affare insomma era remunerativo per tutti i soggetti coinvolti tranne che per i risparmiatori.

Ancora una volta, come già detto in precedenza, si rende palese un forte confitto di interessi tra banca e cliente nel momento di fare un investimento. Alcuni investitori, a volte per pigrizia, a volte per fiducia malriposta, ne fanno le spese.

Proprio partendo da queste situazioni appare chiaro quanto possa essere utile rivolgersi ad un consulente finanziario indipendente, un soggetto fiduciario. Nel mondo anglosassone i consulenti indipendenti vengono chiamati financial advisor o fiduciary, ossia coloro che hanno l’obbligo e la responsabilità di fare unicamente gli interessi del cliente, interponendo gli interessi del cliente ai propri. Eliminando così qualsiasi potenziale conflitto di interesse e gestendo i risparmi in una logica fee-only, ossia una remunerazione a parcella indipendente da prodotti e risultati. Un ruolo, lo ricordiamo, sempre più chiave nella complessità crescente del sistema finanziario, dei prodotti e dei soggetti coinvolti.

Come valutare un investimento in diamanti? Pro e contro

Quanto segue non è una vera e propria guida, ma piuttosto un insieme di considerazioni da fare quando si valuta un investimento di questo tipo.

Quali sono i VANTAGGI di un investimento in diamanti:

  • Un diamante è un bene durevole, non richiede manutenzione, non deperisce nel tempo;
  • Può essere un modo di contrastare l’inflazione;
  • È un bene fisico, che si può toccare o guadare, può conferire un senso di sicurezza, diversamente dall’acquisto di uno strumento finanziario classico;
  • L’offerta è limitata rispetto ad una domanda in crescita, in particolare in paesi come Cina e India che, con il progressivo miglioramento delle condizioni economiche, vedono crescere la domanda;
  • Non rientrano nel campo di disciplina della Consob poiché non sono considerati propriamente investimenti finanziari a tutti gli effetti. Ciò significa che non sono regolamentati in maniera analoga e garantiscono l’anonimato.

E gli SVANTAGGI:

  • Lo scandalo citato in precedenza ci mostra come ci si possa esporre a rischi, senza essere adeguatamente informati, o per dolo degli intermediari;
  • La valutazione delle pietre richiede competenze specifiche: conoscere le caratteristiche di taglio, purezza, colore e peso, conoscere i certificati necessari per fare un acquisto consapevole;
  • Esistono anche diamanti sintetici, che valgono molto meno di quelli naturali. Non conoscere la differenza o affidarsi a rivenditori poco seri può costare caro;
  • La filiera che va dalla produzione alla vendita è lunga. Acquistare da un rivenditore al termine della filiera può pregiudicare il profitto (anche nel lungo termine);
  • Possibili difficoltà al momento della vendita. Esistono pietre e tipologie più o meno rare e richieste. Se si detiene una pietra molto comune la vendita può richiedere anche molto tempo oppure uno sconto sul prezzo.

Cosa cercare in un investimento

Le premesse fatte fino a questo punto lasciano intendere perché investire in diamanti appaia come un’attività controversa e certamente non priva di rischi. Guardare ad un investimento in maniera razionale può aiutarci a comprendere meglio quali siano le nostre esigenze e come soddisfarle, anche attraverso scelte differenti.

Se stai valutando un investimento in diamanti per diversificare il tuo portafoglio allora puoi anche valutare delle alternative: si possono acquistare degli investimenti alternativi in grado di diversificare adeguatamente il portafoglio e che al contempo soddisfino i requisiti base dell’investimento: ossia la liquidità (differenza tra prezzi di acquisto e vendita contenuti) e la liquidabilità (possibilità di uscire dall’investimento senza penali).

Se consideri l’investimento in diamanti un bene rifugio o una riserva di valore allora l’alternativa migliore sono sicuramente i metalli preziosi: oro, platino, argento per fare alcuni esempi. Ad oggi possiamo investire in maniera sicura sia nei metalli preziosi fisici (detenendo quindi i lingotti) o farlo attraverso gli ETF, ETC, ossia prodotti finanziari efficienti.

Se vuoi investire per contrastare l’inflazione allora bisogna utilizzare strumenti che storicamente rappresentino veramente una difesa in momenti di accelerazione dell’inflazione, quali le commodities. Il tema dell’inflazione, a noi molto caro e di cui scriviamo da circa un anno e mezzo, è molto più complesso di quanto appaia e non va considerata solo l’inflazione per capire quali asset performeranno in futuro ma anche la crescita del prodotto interno lordo (PIL).  Se cresce il PIL e anche l’inflazione allora bisogna puntare sulle commodities (come è successo nel 2021), se cresce l’inflazione ma non il PIL allora l’oro dominerà in termini di performance sulle commodities e sugli altri asset legati all’economia reale.

Investire nel mercato dei diamanti è generalmente considerato un investimento scadente principalmente a causa dell’illiquidità del mercato, della mancanza di trasparenza dei prezzi, delle commissioni di transazione elevate e dell’elevato rischio relativo alla garanzia della qualità. Molte persone facoltose considerano i diamanti un buon investimento perché possono acquistare pietre costose con costi di transazione relativamente bassi e possono godersi i diamanti mentre il loro valore cresce, come fanno con l’antiquariato o l’arte. Ma si tratta di eccezioni e di patrimoni talmente vasti da permettere una diversificazione estrema anche in attivi totalmente illiquidi.

Come abbiamo visto, alcuni investimenti possono anche apparire attraenti a prima vista, ma una volta affrontati con un approccio razionale evidenziano anche limiti e rischi non trascurabili. Inoltre, un investitore consapevole inserisce un singolo investimento in un contesto più ampio, un portafoglio, che va calibrato in maniera opportuna per bilanciare rischi e rendimenti.

Il ruolo di un professionista esperto è quello di evitare errori costosi, allocare correttamente le risorse e gettare le basi per una gestione oculata del proprio patrimonio. Se desideri una consulenza finanziaria indipendente per una gestione accurata e professionale del tuo patrimonio contatta RV Capital Partners. Potremo assisterti e consigliarti nel modo migliore in base alle esigenze, e non dovrai temere alcun conflitto di interesse, come invece è accaduto con le banche nel caso dei diamanti da investimento. Avere un consulente indipendente dalla tua parte può fare la differenza nel riconoscere un investimento valido, da uno che non lo è affatto.

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RENATO VIERO, CFA

Fondatore e Direttore Investimenti

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