Nella protezione e gestione di un patrimonio complesso, la scelta del veicolo societario più efficiente è rilevante tanto quanto l’asset allocation e la selezione degli strumenti finanziari.

Ricordiamo le principali forme giuridiche societarie italiane di seguito:

principali forme giuridiche societarie italiane - RV Capital Partners

Tra queste forme giuridiche, veicoli come Holding, S.A.S o Trust permettono di costruire assetti più efficienti sotto il profilo della protezione, della fiscalità e della pianificazione successoria, aumentando la solidità complessiva del patrimonio nel lungo periodo.

Vediamo in che cosa consistono questi strumenti e chi può trarne davvero beneficio.

La Holding

Una holding company, nella forma di Srl o di Spa, è una società “capogruppo” che non svolge alcuna attività operativa diretta, ma detiene partecipazioni (azioni o quote) in altre società operative. Si tratta di una struttura che offre diversi vantaggi:

  • Protezione patrimoniale: la Holding fornisce uno scudo patrimoniale, separando i rischi delle società operative dal patrimonio della holding.
  • Ottimizzazione fiscale: quando una società operativa distribuisce utili alla holding, il 95% del dividendo è fiscalmente esente (è la così detta PEX); inoltre, la liquidità incassata dalla holding può essere reinvestita in altre aziende senza passare per la tassazione personale del socio.
  • Pianificazione successoria avanzata: con una Holding, si trasferiscono quote invece che beni (aziende o immobili) più difficili da dividere.

La S.A.S – Società in accomandita semplice

Una SAS, acronimo per società in accomandita semplice, è una società di persone che si compone di due tipi di soci con ruoli e responsabilità diverse:

  • soci accomandatari che sono la “testa” operativa che gestisce la società e che hanno responsabilità illimitata. 
  • soci accomandanti sono investitori passivi, senza alcun ruolo gestionale e hanno una responsabilità limitata al capitale conferito.

I vantaggi principali di questa forma giuridica sono:

  • Protezione patrimoniale: Se la SAS è strutturata con delle clausole statutarie rigide (assenza di libera cedibilità), le quote non sono pignorabili. In questo senso, se lo statuto è costruito bene, le quote di una SAS sono meno aggredibili rispetto a quelle di una SRL.
  • Ottimizzazione fiscale: al pari di altre società di persone (come SS e SNC), una SAS non paga l’IRES. Il reddito è imputato direttamente ai soci (trasparenza fiscale), evitando la doppia tassazione delle società di capitali. La trasparenza fiscale consente, in determinate situazioni, di distribuire il reddito tra più soggetti con differenti aliquote IRPEF, rendendo il carico fiscale complessivo potenzialmente più efficiente. 
  • Pianificazione successoria avanzata: con una SAS, al pari di una holding, si trasferiscono quote invece che beni (aziende o immobili) più difficili da dividere.

Trust

Il trust è uno istituto giuridico con il quale un soggetto (settlordisponente) trasferisce determinati beni a un altro soggetto (trustee, amministratore fiduciario), affinché li amministri e li gestisca secondo regole prestabilite, nell’interesse di uno o più beneficiari o per il perseguimento di uno scopo specifico. Perché fare un trust? I benefici sono diversi e possiamo riassumerli così:

  • Protezione patrimoniale: i beni in trust sono separati giuridicamente e non rientrano nel patrimonio delle parti.
  • Ottimizzazione fiscale nella forma del differimento fiscale: i redditi prodotti dai beni (affitti, dividendi, plusvalenze, ecc.) restano nel trust, posticipando la tassazione in capo ai beneficiari fino a quando non saranno loro distribuiti. Questo consente una gestione temporale più coerente del carico fiscale. Un altro strumento che consente di beneficiare di questa “fiscalità per cassa” è quello delle polizze, trattate in un precedente contributo sulla tassazione degli investimenti finanziari.
  • Pianificazione successoria avanzata: i beni in trust non seguono le regole automatiche della successione, ma quelle decise dal disponente.

Chi ha davvero bisogno di una struttura patrimoniale?

L’idea che holding, SAS o trust siano solo per super-ricchi (HNWI) o grandi imprenditori è molto diffusa ma incompleta. 

Un elevato livello di reddito non giustifica di per sé l’adozione di strutture patrimoniali complesse, se non accompagnato da rischio, articolazione del patrimonio o esigenze di governance.

Per un top manager, il cui reddito è costituito da stipendio, bonus e stock option, ricorrere a un veicolo complesso servirebbe unicamente a far lievitare i costi amministrativi e professionali ricorrenti. 

Dall’altro lato, un piccolo imprenditore con redditi non particolarmente elevati, può trarre beneficio da una configurazione societaria più articolata quando il rischio operativo è elevato e il patrimonio è fortemente concentrato nell’attività d’impresa. 

Una situazione analoga si riscontra in alcune professioni ad alto rischio, come quella medica. Anche in presenza di redditi non particolarmente elevati, l’esposizione a responsabilità professionali e l’accumulo progressivo di patrimonio rendono opportuna una riflessione sulla separazione tra attività lavorativa e patrimonio personale, attraverso strutture specifiche.

Quale configurazione giuridica scegliere? 

Holding, SAS e Trust sono particolarmente utili che per chi cerca protezionale patrimoniale, ottimizzazione fiscale e una pianificazione successoria avanzata. Non si tratta necessariamente di ultra-ricchi: molte categorie, dal medico allo sportivo/ex-sportivo professionista fino all’artista o professionista dello spettacolo potrebbero trarre benefici da alcuni di questi assetti. 

Qui sotto riassumiamo le principali caratteristiche dei tre strumenti.

Configurazioni societarie più efficienti - RV Capital Partners

Se stai valutando di modificare la tua configurazione giuridica o di creartene una, ma non sai quale scegliere o se ne valga davvero la pena, contattaci per un consulto. In RV Capital Partners collaboriamo con una rete di commercialisti, fiscalisti ed esperti di diritto successorio e ti affiancheremo in queste valutazioni.

RENATO VIERO, CFA

Fondatore e Direttore Investimenti

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