In un articolo precedente, dedicato agli investimenti in commodities,  abbiamo cercato di offrire al lettore un contesto chiaro per affacciarsi a questi specifici mercati finanziari, che rappresentano un notevole strumento per diversificare il proprio portafoglio di investimento.  È però utile comprendere che ogni materia prima ha dinamiche specifiche e va analizzata a fondo prima di effettuare un investimento consapevole, ovvero una scelta ponderata su rischi e rendimenti.  

Nel post di oggi, accendiamo i riflettori sulle “terre rare”. Si tratta di una serie di materie prime di importanza strategica poiché strettamente collegate allo sviluppo tecnologico Hi-Tech. Partiremo dando una definizione di terre rare, in seguito spiegheremo quali sono le principali applicazioni (e quindi la loro importanza strategica) e valuteremo rischi e opportunità offerti da questo mercato.   

Cosa sono le terre rare

Quando si parla di Terre Rare (REE – Rare Earth Elements) ci si riferisce ad un insieme di 17 elementi chimici, di natura metallica, presenti nella tavola periodica degli elementi, ovvero Lantanio, Cerio, Praseodimio, Neodimio, Samario, Europio, Gadolinio, Terbio, Disprosio, Olmio, Erbio, Tulio, Itterbio, Lutezio, Ittrio, Promezio e Scandio.

È utile partire da una precisazione importante che riguarda l’espressione “terre rare”. A dispetto del nome, il concetto di rarità si riferisce non tanto alla disponibilità dei materiali (relativamente comuni), piuttosto al grado di purezza degli stessi. Tipicamente questi elementi si trovano mescolati con altri minerali in diverse proporzioni ma, per essere adeguatamente impiegati, richiedono di esserne separati attraverso appositi processi di trasformazione e raffinazione, che possono risultare particolarmente complessi. Un ulteriore aspetto che caratterizza le terre rare è senz’altro la peculiare distribuzione geografica. Più di un terzo delle riserve mondiali si trova infatti in Cina. La stessa nazione è contemporaneamente il primo produttore mondiale, gestendo quindi i processi di lavorazione citati prima. L’unione di questi aspetti attribuisce alla Cina un ruolo dominante nel mercato, situazione tutt’altro che gradita agli Stati Uniti, contribuendo ad aumentare lo stato di tensione tra i due paesi.

Fonte: corriere.it 

Terre rare: per cosa vengono utilizzate

Le terre rare hanno un ruolo centrale per l’economia del futuro. Sono utilizzate per costruire i moderni smartphone, i banchi di memoria dei computer, diversa componentistica per il settore aerospaziale, e hanno un ruolo importante anche nella produzione di armamenti, sempre più correlati all’elettronica.

Apparentemente sono impiegati un po’ dappertutto. La prospettiva cambia quando poniamo l’attenzione su alcuni di questi elementi, comprendendo quanto incidano nella nostra quotidianità.

  • Neodimio: permette di creare potenti magneti che trovano una serie sterminata di applicazioni, dagli hard-disk fino alle auto ibride
  • Lantanio: permette di creare accessori per il settore fotografico, in particolare lenti. 
  • Cerio: usato nelle “pietre focaie” degli accendini, viene impiegato nelle pareti interne dei forni come catalizzatore, e sulle auto per i convertitori catalitici. È presente anche negli schermi piatti dei televisori e nelle lampadine a basso consumo energetico.
  • Gadolinio: impiegato per la produzione di compact-disk, forni a microonde. È molto usato per tecnologie mediche quali risonanza magnetica e radiografie in genere.
  • Erbio: usato per amplificare il segnale di una fibra ottica, e per la costruzione delle lenti degli occhiali da sole.
  • Olmio: essenziale per la tecnologia laser.

Ora, per un secondo ipotizziamo che, tutto ad un tratto, questi elementi non fossero più disponibili sul mercato o venissero venduti a prezzi esorbitanti. Che effetto potrebbe avere sulla nostra quotidianità? Che effetto avrebbe sull’industria? Questo ci lascia intuire quanto siano importanti le terre rare e quanta influenza strategica abbiano sull’economia mondiale (o di un singolo paese). Come anticipato, sembra che il futuro sia saldamente nelle mani della Cina.

Per quanto gli Stati Uniti stiano cercando di smarcarsi dalla dipendenza cinese per le terre rare, la strada è ancora lunga e certamente tortuosa, considerati i continui screzi tra i due paesi. Il destino delle riserve di terre rare presenti nel mondo è ancora tutto da scrivere.

Rischi e opportunità

Di seguito diamo uno sguardo al mercato cercando di comprendere quali elementi possono giocare un ruolo importante nella valutazione di un eventuale investimento.

Rischi

  • Il ruolo egemone della Cina in questo settore può essere fonte di preoccupazione per l’equilibrio mondiale (eventualità di dazi o sanzioni);
  • Prezzi molto volatili (in linea con quello che accade tipicamente nel settore delle commodities);
  • Come per il petrolio, i costi di immagazzinamento sono importanti (talvolta anche più del costo dell’elemento);
  • Se il prezzo di alcuni elementi raggiunge livelli particolarmente elevati c’è il rischio di sostituzione (l’industria potrebbe ripiegare su alternative più economiche);
  • I costi ambientali di produzione sono ingenti. Ciò può diventare un fattore chiave d’influenza sui prezzi, specialmente in virtù delle considerazioni ESG (gli investimenti socialmente responsabili).

Opportunità

  • Diversificazione di portafoglio;
  • La domanda di alta tecnologia è ovviamente in crescita, di conseguenza possiamo attenderci che il ruolo strategico delle terre rare crescerà nell’economia mondiale;
  • Prezzi molto volatili (la volatilità dei prezzi è anche un’opportunità di guadagnare, non solo un rischio);
  • Le terre rare, hanno costi ambientali ingenti, ma contemporaneamente sono alla base delle tecnologie che permettono di sfruttare le fonti rinnovabili.

Come investire in terre rare

Non ci sono futures per le terre rare, come invece accade per altre commodities, per cui le alternative possibili nei mercati quotati sono solo due:
• ETF o fondi che investono in compagnie minerarie;
• Azioni delle compagnie minerarie o responsabili dei processi produttivi.

È un buon investimento?

È probabile che la domanda di terre rare cresca in modo significativo nei prossimi anni, poiché le proprietà di questi elementi sono essenziali per molti mercati promettenti. La Cina, il principale produttore globale di terre rare, ha già sfruttato la sua posizione di mercato per guadagnare terreno sullo scacchiere geopolitico.

Come nel caso delle commodities, anche per le terre rare si tratta di una tipologia di investimento dominata da forte volatilità che può trovare un suo senso all’interno di un portafoglio, ma solo nell’ambito di una strategia complessiva ben determinata evitando strategie del tipo buy & hold (ossia compra e mantieni per il lungo periodo).

Tutte le commodities sono molto sensibili alle fasi del ciclo economico. Per investire con successo nelle commodities è fondamentale quindi analizzare i cicli macroeconomici e monitorare i dati a livello geopolitico, cosa che è possibile solo con un rigoroso processo quantitativo. Non dobbiamo inoltre dimenticare che i prezzi di mercato incorporano molto velocemente tutte le informazioni e che quindi il valore di un asset crescerà in futuro solo se ci saranno sorprese in tal senso. Un aumento della domanda deve quindi avvenire oltre a quello che il mercato già si attende “di default”.

Se vuoi valutare un investimento in terre rare ma non sai qualche strumento scegliere o vuoi consigli in merito al timing più corretto contattaci.

RENATO VIERO, CFA

Fondatore e Direttore Investimenti

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