Affrontiamo questo argomento partendo da un dato che può risultare curioso. Tra tutte le chiavi di ricerca utilizzate su Google, limitatamente ad argomenti finanziari, una ricerca che spicca per volumi è “investimento sicuro”. Questo dato conferma una tendenza che identifica un comportamento marcatamente italiano. È noto infatti che gli abitanti del Bel Paese hanno una forte tendenza al risparmio che si accompagna però con una scarsa attitudine all’investimento. 

Cosa significa? In breve, ci sono molti italiani che, pur avendo accumulato cifre importanti sul proprio conto corrente, le tengono completamente inattive sotto forma di liquidità, non comprendendo gli inesorabili effetti dell’inflazione sul loro potere d’acquisto. 

Diversamente, una quota importante di italiani percepisce la necessità di investire per contrastare l’inflazione ma cerca dei prodotti che, per quanto possibile, azzerino il rischio. Si fatica ad accettare anche solo un rischio limitato di investimento. Questo accade probabilmente perché gli italiani hanno un grado di alfabetizzazione finanziaria molto basso e temono gli effetti della volatilità dei prezzi, tipica dei mercati finanziari.

Per ovviare a queste esigenze ci si affida ai cosiddetti investimenti a capitale garantito, che tendono a tornare in voga in momenti di forte incertezza come quelli attuali. L’emergenza pandemica mondiale, seguita dal conflitto russo-ucraino, ha portato a rivalutare il proprio portafoglio di investimento cercando strategie difensive, per contenere al massimo ogni rischio.  

Cosa sono gli investimenti a capitale garantito

Si tratta di prodotti finanziari che consentono di investire preservando il capitale (in tutto o in parte) da eventuali perdite. Sono quindi soluzioni che permettono di limitare fortemente il rischio, in cambio di rendimenti contenuti. L’obiettivo primario di un investimento di questo tipo è senz’altro la protezione del patrimonio, anziché l’accrescimento. 

Prima dell’acquisto è comunque consigliabile prestare attenzione perché esistono alcuni fattori da considerare. Gli investimenti a capitale garantito non vanno infatti confusi con gli investimenti a capitale protetto.

Investimenti a capitale garantito – ad esempio investo 30.000 euro in BTP decennali e, quando viene raggiunta la scadenza, avrò diritto alla restituzione del capitale più l’eventuale rendita maturata.

Investimenti a capitale protetto – ad esempio investo 30.000 euro in uno strumento finanziario che si pone l’obiettivo di proteggere il mio capitale, ma che non è realmente vincolato alla piena restituzione, come visto in precedenza. Ciò significa che in situazioni di mercato particolarmente sfavorevoli, il sottoscrittore potrebbe registrare delle perdite sul capitale investito e non riottenere interamente i 30.000 euro investiti.    È comunque importante comprendere che l’investimento sicuro al 100% non esiste perché in qualsiasi caso esiste un “rischio emittente” che, per quanto possa essere remoto ed improbabile, resta comunque possibile. Per chiarire meglio questi aspetti è preferibile approfondire alcuni degli strumenti finanziari più comuni evidenziando peculiarità ed eventuali rischi. 

Obbligazioni

Tra gli investimenti a capitale garantito una delle scelte più popolari è senz’altro rappresentata dalle obbligazioni.  Uno strumento semplice da comprendere perché essenzialmente funziona come un prestito. In sostanza, comprando un’obbligazione presto denaro all’ente emittente per un periodo predeterminato. Periodicamente (le scadenze possono variare) percepisco una rendita attraverso il pagamento di una cedola (ad un tasso predeterminato).

Esistono sostanzialmente due tipologie di obbligazioni: le obbligazioni governative (emesse dagli stati sovrani, per rifinanziare il debito pubblico), e le obbligazioni corporate (emesse da enti non governativi, come banche o aziende per accedere al credito e finanziare le attività). Il fattore discriminante è quindi l’emittente.

Come anticipato, esiste il rischio che l’emittente si trovi in una situazione finanziaria difficile al punto da andare in default. Ovviamente si tratta di una situazione estrema, ma non impossibile. Basti pensare al caso dei bond argentini che, nei primi anni 2000, promettevano rendimenti interessanti, ma hanno portato alla perdita di parte del capitale investito dai sottoscrittori. Questa lezione insegna che prima di effettuare un acquisto è sempre necessario verificare le effettive condizioni dell’emittente, senza farsi influenzare solo dal rendimento atteso.

Quando si valuta l’acquisto di una obbligazione è utile anche verificare se si tratta di un’obbligazione strutturata.  Questa tipologia è piuttosto complessa e vincola il pagamento della cedola a determinate condizioni. Risulta particolarmente vantaggiosa per le banche (e non altrettanto per il sottoscrittore) perché richiede il pagamento anticipato delle commissioni.

Conti deposito

Questo prodotto finanziario promette una rendita garantita a fronte del vincolo di un capitale per un determinato periodo di tempo. In determinate condizioni di mercato il conto deposito può essere un modo per “parcheggiare il capitale” per un orizzonte temporale breve. I rendimenti infatti tendono a non coprire gli effetti negativi dell’inflazione nel medio e lungo termine. Chi sta invece cercando delle soluzioni di investimento sul lungo termine dovrebbe valutare altre possibilità, senz’altro più interessanti.

Buoni fruttiferi postali

Rientrano nella categoria degli investimenti a capitale garantito ma, per via degli esegui rendimenti, tendono ad essere una scelta solo per chi tollera esclusivamente livelli di rischio assimilabili allo zero.

Polizze vita, assicurazioni e fondi protetti

Esistono anche prodotti finanziari a capitale garantito offerti in ambito assicurativo come le polizze vita. Ovviamente le condizioni possono essere molto diverse tra un prodotto e l’altro, come anche le condizioni di pagamento delle cedole.

È certamente complesso fare una panoramica puntuale di tutti i prodotti sul mercato, dei costi connessi e dei vincoli previsti dai rispettivi contratti e informative. Per chi fosse interessato all’acquisto di questi prodotti è quindi consigliabile avvalersi un intermediario qualificato, possibilmente di un consulente finanziario indipendente. È essenziale comprendere con precisione cosa ci si attende dal prodotto nel corso del periodo di sottoscrizione. 

I fondi a capitale protetto sono strumenti finanziari che nascono con lo scopo di proteggere il capitale in un determinato periodo di tempo. Il gestore del fondo seleziona un paniere di titoli obbligazionari a cui potrebbe affiancare altri strumenti per migliorare il rendimento del fondo. Questi strumenti vengono proposti con diverse durate prefissate (tipicamente 1, 3 o 5 anni). Prima di scegliere un fondo a capitale protetto è consigliabile verificare se è necessario vincolare l’importo investito e quanta parte del paniere è a capitale garantito (non è detto che sia il 100%).  

Alcune considerazioni finali

Nei momenti di maggiore incertezza finanziaria la scelta di un investitore può contrapporre rendite e sicurezza. In tempi recenti, tuttavia, i prodotti a capitale protetto e garantito sono praticamente scomparsi dal mercato per via dei tassi molto vicini allo zero. Come detto infatti la garanzia viene sempre fornita da una componente obbligazionaria o comunque legata ai tassi di interesse. Il recente aumento dei tassi negli Stati Uniti, se avrà un seguito anche in Europa, riporterà sicuramente alla ribalta questo tipo di investimenti ma bisogna fare attenzione, ai costi e soprattutto all’inflazione. I prodotti di cui abbiamo parlato possono essere ugualmente adatti a coloro che hanno una forte avversione al rischio e a chi ha molto denaro da investire e vuole rinunciare ai rendimenti del mercato finanziario per vincolarlo durante un periodo di tempo.

La scelta migliore per noi di RV Capital Partners è rappresentata da un’asset allocation dinamica abbinata ad un adeguato livello diversificazione. Se vuoi saperne di più contattataci

RENATO VIERO, CFA

Fondatore e Direttore Investimenti

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