Alla Banca Centrale Europea (BCE) è appena terminato il momento delle consultazioni ed è iniziata una nuova fase esplorativa per l’euro digitale: ora la BCE mira a valutare la fattibilità del progetto della nuova moneta digitale. Per comprendere questa scelta è utile fare un passo indietro, ricordando un paio di fatti:

  • Negli ultimi anni il numero delle transazioni online è cresciuto vertiginosamente;
  • La pandemia ha accentuato questa tendenza, che era già presente e fortemente correlata allo sviluppo del settore e-commerce ed alla diffusione dei dispostivi mobili, che ha dato accesso ad internet ad una grossa fetta di popolazione. Dal 2016 al 2021, in soli 5 anni, le vendite online sono quasi triplicate passando da 1,8 trilioni a 4,9 nel 2021;

Al contempo sono cresciute le motivazioni a favore di valute digitali in grado di contrastare il crescente successo delle cripto valute:

  • Garantire una maggiore sicurezza e tracciabilità delle transazioni;
  • Offrire uno strumento di pagamento innovativo;
  • Facilitare i pagamenti internazionali.

Tuttavia, il debutto della moneta digitale emessa dai governi non è una realtà dietro l’angolo. Non sostituirà il contante, lo affiancherà.

Cosa sono le CBDC (Central Bank Digital Currency)

Si tratta di una versione virtuale/digitale delle cosiddette valute fiat1 (come ad esempio dollaro, euro, yuan tipicamente disponibili sotto forma di banconote o monete). In quanto tali, sono emesse e regolamentate dall’autorità monetaria o dalla banca centrale della nazione emittente e sono supportate dalla piena fiducia e dal credito del governo emittente. La conversione avviene con rapporto 1:1 rispetto alla versione fiat.

Il denaro digitale viene emesso, regolato e garantito da una autorità centrale (come la BCE) e mira a semplificare l’implementazione di politiche fiscali e monetarie oltre che a facilitare le transazioni all’interno dell’unione monetaria. Sebbene non siano ancora in uso (ad eccezione delle Bahamas con il Sand Dollar) le CBDC sono oggetto di studio da parte di diversi paesi, attualmente 58, che stanno sviluppando progetti ad hoc, in attesa di essere formalmente approvati.

Attualmente i paesi che sembrano maggiormente avviati verso l’implementazione di una CBDC nazionale sono Svezia, Stati Uniti, India, UK, Giappone, Canada e Cina. Anche diversi paesi africani e sudamericani hanno mostrato un forte interesse per questi sviluppi. Cina e Svezia sono attualmente fra i paesi che hanno visto l’utilizzo del contante diminuire più velocemente in rapporto al numero totale di transazioni effettuate. Ad oggi 4 transazioni su 10 per la Cina vengono effettuate in contanti e solo 2 su 10 per la Svezia.

1Il termine “fiat” è una parola latina che viene spesso tradotta con “così sia” o “che sia fatto” e serve ad indicare le valute legali che hanno valore solo perché il governo mantiene quel valore e non perché il loro valore è legato ad una commodity (come avveniva invece durante il gold standard, poi abbandonato).

Perché creare una nuova moneta digitale

Uno dei motivi è quello di contrastare il successo delle cripto valute che oggi sono completamente gestite da “privati”, hanno una struttura decentralizzata, e sono difficilmente tracciabili all’interno del sistema attuale. L’avvento dell’euro digitale porterà senz’altro una maggiore regolamentazione anche nel mondo cripto. Inoltre, se le cripto valute (non emesse direttamente da stati o enti governativi) dovessero prendere il sopravvento i governi perderebbero di fatto il controllo della moneta; qualcosa che vogliono evitare a tutti i costi.

Un secondo aspetto è legato all’utilizzo dei sistemi digitali come strumenti di pagamento, ad oggi le cripto valute per via della forte volatilità che le caratterizza, vengono utilizzate con molte finalità, ma certamente non per effettuare pagamenti. Le valute digitali centralizzate si pongono l’obiettivo di colmare questo aspetto restituendo al concetto di e-money la funzione di pagamento che richiede stabilità dei corsi e fiducia nell’emittente.

Le principali finalità dichiarate dal progetto euro digitale sono inoltre:

  • Offrire un mezzo di pagamento complementare al contante;
  • Creare sinergie con l’industria dei pagamenti online;
  • Supportare la progressiva digitalizzazione all’interno dell‘EU;
  • Evitare i rischi di soluzioni di pagamento non regolamentate.

Oggi le cripto valute hanno un ruolo molto controverso nelle economie nazionali. Da un lato, citiamo El Salvador che, per primo al mondo, accetta bitcoin come valuta a corso legale. Dall’altro la Cina, che recentemente ha dichiarato illegali tutte le transazioni e le attività di mining, connesse alle cripto valute.

In mezzo a questi due estremi c’è un’ampia area grigia (che assomiglia ad un Far West) in cui le cripto valute sono utilizzate (per scopi leciti o illeciti), scambiate come un asset speculativo, ma poco integrate nell’economia reale (infatti oggi acquistare un bene in bitcoin in un negozio è l’eccezione, non certo la regola).

Per quanto molti aspetti pratici siano ancora in fase di definizione, è facile supporre che l’impiego di euro digitali sia interdetto per qualsiasi uso illecito o “non approvato”. Tant’è che sono nate subito alcune polemiche inerenti al ruolo centrale dello stato come intermediario per ogni transazione. Al diminuire dell’utilizzo di contante e di altri metodi di pagamento non tracciabili aumenta infatti potenzialmente il controllo degli stati e dei governi sulle attività dei cittadini.

È interessante notare che l’ammontare “troppo alto” di contanti utilizzati e il loro utilizzo decrescente vengono entrambi citati come motivi alla base delle valute digitali centrali.

Euro digitale: quale impatto potrebbe avere? Alcuni pro e contro

In questa fase di sviluppo è molto difficile fare previsioni, ma può essere interessante avanzare alcune ipotesi ragionevoli per delineare vantaggi e svantaggi della moneta digitale.

Vantaggi

  • L’euro digitale crea una connessione diretta tra consumatori e Banca Centrale. La moneta digitale può semplificare i processi fiscali e redistributivi.
  • Privacy: è possibile calibrare il livello di privacy delle transazioni sulla base del valore o di altri sistemi che preservano l’utilizzo del denaro digitale.
  • Prevenzione attività illecite: il tracciamento delle transazioni digitali può rendere difficoltoso svolgere attività illecite e rappresentare un strumento per contrastare il riciclaggio.

Svantaggi

  • Privacy: ciò che può essere un vantaggio può anche diventare uno svantaggio. Se la politica di controllo dalla banca centrale cambia, le transazioni possono essere esposte senza possibilità di rimedio. L’autorità centrale potenzialmente è in grado di impedire transazioni tra cittadini e comunque di controllare ogni transazione effettuata all’interno del proprio circuito digitale.
  • Una moneta digitale forte può portare scompensi in paesi dove l’economia non è particolarmente sviluppata e solida (anche al di fuori dell’UE, in zone limitrofe) portando i cittadini a servirsi dell’euro digitale anziché della propria moneta nazionale.
  • Non esiste tuttora alcuna regolamentazione su questi temi se non a livello teorico, per cui si procederà per gradi testando varie versioni e monitorando da vicino la reazione dei cittadini. 
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RENATO VIERO, CFA

Fondatore e Direttore Investimenti

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