Continua la nostra collaborazione con Il Sole 24 Ore in questa fase di mercato molto particolare. In questo contesto sono numerosi gli approfondimenti dedicati agli investimenti dal titolo “Risparmi sotto assedio”. Un lettore scrive al giornale chiedendo chiarimenti.

Di seguito la nostra risposta e l’articolo pubblicato sabato 19 marzo. Cliccare sull’immagine dell’articolo per ingrandirla.

La domanda del lettore

Ho un portafoglio composto come segue (valori in euro): circa 80K BTP marzo 2037 comprato a 92 ed ora in perdita; 120K azionario principalmente suddiviso nelle seguenti aree: ESG, energetici, materie prime, acqua, future connectivity, artificial Intelligence, future of transport, tech, mobility innovation, china, robotics;10K liquidità.
Ho parzialmente liquidato gli energetici in forte rialzo, mantengo le materie prime che sono salite sensibilmente.
Notevole crollo di tutti gli altri titoli, BTP inclusi. 1) Quali eventuali azioni correttive intravedete alla luce di quanto sopra? 2) Quale trend si prefigura per i BTP nel breve e medio periodo? Torneranno ad avvicinarsi a quota 100? 3) Ritenete la strategia d’attesa caratterizzata da non toccare i titoli in forte discesa corretta?
Ho un ultimo dubbio: quale testo di riferimento consigliate per una generale infarinatura nelle operazioni dei mercati finanziari? Cerco un testo base che riepiloghi concetti assimilati leggendo e operando, ma mai studiati in modo metodico.

  1. Per quello che è possibile desumere dalla sola descrizione delle aree nella parte azionaria (non viene detto se si tratta di fondi, di etf o di singoli titoli diversificati) si tratta, per la maggior parte (ad eccezione di materie prime, energetici e Cina), di strategie molto “di moda” negli ultimi due anni e molto interconnesse tra loro. Il risultato finale è un portafoglio molto correlato (tutto si muove all’unisono) e decisamente troppo concentrato nella parte growth e tech. Bisognerebbe poi capire effettivamente che titoli ci sono dietro a: mobility innovation, future of transport, artificial intelligence e future connectivity che non sono delle vere e proprie aree di investimento ma dei trend creati da gestori molto bravi nel marketing e nella creazione di una “narrativa di mercato” (come Ross Gerber o Cathie Wood). I mercati attuali non perdonano i moltiplicatori alti e tutto ciò che è salito negli anni scorsi quando la liquidità abbondava sta scendendo molto velocemente. Energetici e materie prime sono anch’essi molto ciclici mentre per la Cina il discorso è diverso e specifico al paese.
  2. La parte obbligazionaria non andrebbe gestita con un singolo titolo su una singola scadenza e paese. Meglio scegliere degli ETF o dei fondi che offrano la possibilità di diversificare anche all’interno dell’area prescelta in questo caso l’obbligazionario governativo. Nel breve e medio periodo la nostra view è di un forte rallentamento della crescita che riporterà i tassi verso il basso e di cui i governativi beneficeranno. Se non dovesse aumentare il rischio del sistema Italia, come però spesso accade nelle correzioni molto forti, dovrebbe beneficiarne anche il BTP in oggetto.
  3. Non condivido la strategia di attesa, il rallentamento che prevediamo è di magnitudo rilevante e se la banca centrale farà l’errore di alzare più volte i tassi le aree azionarie citate in precedenza potrebbero soffrire ancora molto. Si tratta di tipologie di investimento molto “sensibili” al mercato (beta molto alto) che in una fase discendente prolungata potrebbe perdere ancora il 50% del proprio valore dai livelli attuali (nel momento in cui scrivo il Nasdaq è a -20% dai massimi). Nei momenti di mercato difficili come quello attuale emergono tutti i limiti del fai da te, visti anche gli importi citati dal lettore, è preferibile affidarsi ad un professionista.

Il mercato finanziario è una delle arene più competitive al mondo dove sono necessari decenni di studi ed esperienza, non esistono testi “base” che permettano di gestirne la complessità. Molti errori possono essere evitati comunque con delle regole relativamente semplici, credo che un libro da cui partire in questo caso possa essere quello di Tony Robbins “Soldi, domina il gioco”.

Fonte: Il Sole 24 Ore

RENATO VIERO, CFA

Fondatore e Direttore Investimenti

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