Domande frequenti sui rendimenti dei mercati azionari

Qual è il rendimento medio annuo del mercato azionario?

Dal 1900 al 2025 l’azionario mondiale ha reso circa 5,2% all’anno al netto dell’inflazione e circa 8% in termini nominali; l’azionario statunitense circa 6,6% reale e 9,8% nominale. Si tratta di rendimenti total return, in dollari e al lordo di costi e imposte.

Qual è la differenza tra rendimento nominale e rendimento reale?

Il rendimento nominale è quello osservato sul mercato; il rendimento reale è il rendimento nominale al netto dell’inflazione, cioè l’effettivo aumento del potere d’acquisto. Con un’inflazione media del 2,9% annuo, un 9,8% nominale corrisponde a circa 6,6% reale.

Ogni quanto scende il mercato azionario?

In media, un calo tra il 5% e il 10% si verifica circa una volta l’anno, una correzione tra il 10% e il 20% ogni 2,8 anni e un mercato orso (oltre il 20%) ogni 5-6 anni. Sono eventi ricorrenti e statisticamente normali.

Quanto tempo serve per recuperare dopo un crollo di borsa?

I dati post-1945 sull’S&P 500 indicano circa due mesi per recuperare un ritracciamento, circa quattro mesi per una correzione e circa 25 mesi (price return) o 18-24 mesi (total return) per un bear market. I bear market estremi, oltre il 40% di calo, hanno richiesto in media 40-58 mesi.

Che cos’è un bear market?

Un bear market, o mercato orso, è una fase di mercato in cui l’indice scende di oltre il 20% rispetto al massimo precedente. Si distingue tra bear market ordinari (dal 20% al 40%) e bear market estremi (oltre il 40%), che hanno profondità e tempi di recupero molto diversi.

Quanto rende un portafoglio 60/40 rispetto a uno interamente azionario?

Storicamente un portafoglio 60/40 ha reso circa un punto e mezzo percentuale in meno all’anno rispetto a un portafoglio 100% azionario, ma con cali medi ridotti di circa il 40-45%: da circa -33% a circa -20%.

Che rendimento aspettarsi dai mercati nei prossimi 10 anni?

Le stime delle principali case di investimento convergono su un rendimento nominale annuo tra il 5% e il 7% per l’azionario globale, pari a circa il 3-4,5% reale. È un valore inferiore alla media storica, ma le stime hanno un margine di errore ampio e negli ultimi quindici anni hanno sottostimato i mercati.

Che cos’è il CAPE e come si usa?

Il CAPE (cyclically adjusted price earnings) è il rapporto tra il prezzo di un indice e la media degli utili reali degli ultimi dieci anni. Un CAPE elevato segnala valutazioni alte e, storicamente, rendimenti futuri più bassi; è tuttavia un indicatore poco affidabile sul breve e medio termine.

RENATO VIERO, CFA

Fondatore e Direttore Investimenti

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