La patrimoniale. L’incubo dei risparmiatori italiani.

Proprio l’Italia infatti è uno dei paesi con maggior ricchezza concentrata nei conti correnti. Circa 9.700 miliardi di Euro la ricchezza netta, di cui 1.500 miliardi, ossia il valore attuale del PIL, concentrata nei depositi bancari. Sì, perché all’italiano piace prendere rischi, è un grande scommettitore, siamo uno dei paesi con maggior concentrazione di macchinette slot da bar, gratta e vinci e sale gioco, ma quando si tratta di investimenti diventiamo uno dei popoli più miopi e avversi al rischio al mondo. In pratica compriamo obbligazioni di stato o delle banche italiane, polizze assicurative e deteniamo liquidità in conto corrente.

Giustamente siamo preoccupati di una patrimoniale che colpisca direttamente il nostro patrimonio e che sarebbe molto utile a risanare i debiti di uno stato sempre più in difficoltà.  Il debito pubblico è infatti di 2.450 miliardi, cifra che preoccupa meno l’Unione europea, se viene confrontata con la ricchezza netta e soprattutto con la ricchezza detenuta nei depositi bancari del paese.

Quanto è probabile che venga attuata la patrimoniale?

Come fare a difendersi da un prelievo forzoso da parte dello stato? Ricordiamo tutti il prelievo forzoso dello 0.6% del governo Amato nel 1992 che avvenne poco prima del collasso della Lira. 

Innanzitutto, la patrimoniale esiste già. Si tratta dell’imposta annua dello 0.20% sul controvalore del deposito titoli. Si tratta dell’imposta di bollo sul conto corrente. Dell’imposta sugli immobili. Lo stato già colpisce il patrimonio in maniera proporzionale ad esso e lo fa da anni.

Sulla probabilità di una patrimoniale, la nostra opinione è che sia poco probabile. In questa fase un prelievo forzoso diretto rischierebbe di sollevare un polverone politico e sociale non indifferente e non avrebbe molto senso dato che lo stato ha molte altre strade per prendersi il nostro denaro. La patrimoniale è probabilmente l’ultima risorsa a cui lo stato farà ricorso per sanare il debito e se lo farà significa che saremo molto vicini ad un default o ad una ristrutturazione del debito. In questo caso lo spread Btp-Bund salirebbe probabilmente sopra i 500 punti, come avvenne durante la crisi del debito europeo. Si veda il grafico sottostante.

Differenziale di tasso Btp – Bund su scadenze a 10 anni

In questo scenario i titoli di stato, BTP e CCT, e i titoli delle obbligazioni bancarie italiane farebbero segnare perdite in conto capitale devastanti. Le polizze delle compagnie assicurative italiane di ramo terzo che detengono principalmente titoli di stato italiani sarebbe a rischio default, perché il capitale è garantito ma solo se lo stato è solvente. Ha poco senso quindi preoccuparsi di una patrimoniale e nel frattempo avere la maggior parte della propria ricchezza in investimenti legati al “sistema Italia”. Dato che viviamo in un sistema globale dobbiamo investire in modo globale ed evitando il più possibile i paesi deboli, specie nelle fasi di deflazione come quella in cui siamo ora. L’Italia è un paese molto debole oggi e anche meno trasparente di altri paesi dal punto di vista degli investimenti. Dobbiamo diversificare il nostro patrimonio finanziario soprattutto se il nostro reddito e il nostro patrimonio immobiliare sono già legati al “sistema Italia”.

Il denaro in conto corrente ed investito in titoli o in polizze potrà essere colpito o meno da un eventuale prelievo forzoso a seconda del modo in cui verrà implementata tale soluzione. La patrimoniale in precedenza citata del governo Amato fu destinata ai conti correnti. Se proprio si dovesse essere preoccupati da una eventuale nuova patrimoniale è possibile fare delle riflessioni sulle eventuali forme che essa potrebbe avere attualmente, valutando caso per caso le probabilità di implementazione e la configurazione del proprio patrimonio personale.

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RENATO VIERO, CFA

Fondatore e Direttore Investimenti

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