Il mercato offre innumerevoli occasioni, distribuite e distinte in diverse asset class che concorrono a creare un portafoglio di investimento. Una adeguata diversificazione, calibrata sul corretto profilo di rischio dell’investitore è la base di una opportuna strategia di investimento.

Quando i mercati mostrano segni di sofferenza è normale che molti investitori abbandonino le posizioni più rischiose cercando soluzioni di investimento più caute. Questa scelta può rivelarsi efficace anche rispetto all’obiettivo di proteggersi dall’inflazione.

In questo contesto economico tracciamo una breve panoramica sulle azioni che pagano dividendi, valutando rischi ed opportunità offerte.

Cosa sono i dividendi?

Quando un investitore acquista un’azione compra l’unità minima in cui viene suddiviso il capitale di una società. Detenere in portafoglio una quota dei titoli azionari significa diventare soci dell’azienda emittente nella misura della quantità di azioni possedute. Tale rapporto indica che l’investitore condivide, nella stessa misura definita dalla quota, rischi e rendimenti con gli altri soci.

La logica di un investimento in titoli azionari può avere essenzialmente due differenti obiettivi:

  • Speculare sul prezzo del titolo nel breve-medio periodo, approfittando della differenza tra il prezzo di carico e quello di vendita;
  • Effettuare un investimento di lungo periodo mirato a percepire i dividendi azionari ipotizzando un prezzo di vendita pari o superiore a quello di carico.

Un dividendo azionario è la porzione di utile che un’azienda distribuisce agli azionisti al termine dell’esercizio. La distribuzione del dividendo viene deliberata dall’assemblea degli azionisti su proposta del CdA. Si tratta di un aspetto che è importante da comprendere, prima di investire.

Ciò significa che il pagamento del dividendo non è un evento automatico (e quindi certo) ma richiede, prima di tutto, che l’azienda produca un utile nel periodo di esercizio. Quando la società ottiene un utile può impiegare i profitti in due modi:

  • Può scegliere di mantenerli in azienda, reinvestendoli nella speranza di ottenere ulteriori profitti (con un ulteriore apprezzamento dei titoli);
  • Può scegliere di redistribuire una parte degli utili (detta pay-out) agli azionisti.

In termini pratici, ciò significa che una società, benché abbia in programma di pagare dividendi ad intervalli regolari, potrebbe non farlo, senza risultare inadempiente o scorretta con gli investitori. Si tratta infatti di un evento perfettamente lecito e, in alcuni casi, non particolarmente insolito specie nei periodi più difficili dal punto di vista congiunturale.

A quanto ammonta un dividendo? La risposta in questo caso è semplice. L’assemblea determina l’importo del dividendo per singola azione posseduta e, in seguito, viene erogato il pagamento sulla base dell’effettivo numero di titoli azionari detenuti al momento dello stacco. Per completezza, è utile ricordare che i dividendi, in quanto profitti da attività finanziarie, sono soggetti ad una tassazione del 26%.

Investire in azioni da dividendo è quindi interessante per due ragioni:

  • Da un lato permette di incassare il dividendo, ogni volta che viene deliberata la distribuzione dall’assemblea degli azionisti;
  • Dall’altro lato, l’azione è comunque quotata sui mercati e quindi soggetta ad una volatilità del prezzo, che può potenzialmente concretizzarsi in un ulteriore profitto al momento della vendita.

Tipi di dividendo

Esistono due tipologie di dividendi: dividendo normale e straordinario.

Il dividendo normale è quello che abbiamo già descritto nella sezione precedente del post. Si tratta della distribuzione degli utili che è normalmente attesa dagli investori. Diversamente, quando parliamo di dividendo straordinario ci riferiamo ad una cedola che non deriva solitamente dall’utile di servizio, ma da una parte delle riserve di liquidità della società. Può avvenire per un eccesso di liquidità, ad esempio dopo la cessione di un ramo dell’azienda e segue le stesse regole di un dividendo ordinario: deve essere deliberato dall’assemblea degli azionisti su proposta del CdA.

La particolarità del dividendo straordinario è dovuta al fatto che non è un evento regolare e che, a differenza di quello ordinario, non è in alcuni casi (se il dividendo proviene da una riserva) sottoposto a tassazione. Aspetto molto gradito agli investitori ed unica eccezione fiscale per chi ha investito in azioni da dividendo.

Come investire in azioni da dividendo?

Investire nelle azioni delle singole società direttamente è un approccio che può aver senso solo se il portafoglio è ampio e si garantisce la necessaria diversificazione tra titoli appartenenti a settori e paesi diversi. Un errore comune è quello di identificare due o tre titoli magari appartenenti allo stesso settore (ad. esempio utilities) e nello stesso mercato di riferimento (ad esempio l’Italia); ciò non soddisfa i requisiti minimi di un approccio diretto e porta ad un’eccessiva concentrazione del rischio.

Investire in ETF o fondi specializzati nei titoli ad alto dividendo. Questo è l’approccio sicuramente più consigliato, in particolar modo utilizzando gli ETF, visti i costi di molti fondi. Investire in un ETF specializzato significa utilizzare la logica alla base dell’investimento in azioni da dividendo ma al contempo garantire la necessaria diversificazione. Uno degli ETF da noi più utilizzato ad esempio ha al suo interno ben 119 titoli e paga un dividendo annuo di circa il 2.19% garantendo un’ottima diversificazione sia a livello settoriale che di paese.

Azioni che pagano dividendi: 3 miti da sfatare

Quando si valuta un possibile investimento è utile cercare di guardarlo in maniera oggettiva, senza farsi influenzare da miti o fraintendimenti basati sull’opinione comune, che talvolta si rivela superficiale.  Le azioni che offrono dividendi sono storicamente più stabili in termini di prezzo e quindi vengono spesso percepite come più “sicure” ma questo è solo uno dei miti da sfatare.

  • Le azioni con dividendo più alto sono sempre le migliori

Si tratta certamente di uno tra i più comuni fraintendimenti. Il dividendo offre una misura di quanto si può ottenere per ogni euro investito ma certamente non determina il vero rendimento di un titolo azionario che dipenderà sia dai dividendi che dalla differenza tra prezzo di acquisto e di vendita nel periodo di detenzione. È senz’altro utile valutare le azioni da dividendo selezionandole in base ad un criterio di rendimento minimo, ma è essenziale conoscere i fondamentali dell’azienda prima di investire.

Un dividendo elevato può significare molte cose, alcune positive, altre negative. L’alto rendimento può essere un segno che il prezzo delle azioni della società sta crollando e che la società potrebbe essere in difficoltà. Diversamente, potrebbe indicare l’imminente taglio della distribuzione dei dividendi.

  • Le azioni da dividendo sono noiose, adatte solo a investitori molto conservativi

Quando si parla di azioni da dividendo la maggior parte delle persone pensa alle società di servizi pubblici e ad altre attività a crescita lenta. Questo accade perché molti si focalizzano sulle aziende che offrono i rendimenti da dividendo più elevati. Se paragonate ai titoli tecnologici, possono sembrare noiose o molto più statiche ma possono offrire rendimenti di lungo periodo molto interessanti. Nei periodi ad alta volatilità tendono a sovraperformare molti altri settori del mercato azionario.  Inoltre, alcuni investitori, come quelli più avanti con gli anni, tendono a privilegiare la protezione del loro patrimonio rispetto alla crescita, ma questo non significa che le azioni da dividendo non possano trovare uno spazio, in determinati periodi, anche nel portafoglio di un soggetto dal profilo aggressivo.

  • Le azioni da dividendo sono sempre sicure

Qualsiasi investimento comporta una quota variabile di rischio. Un investore consapevole non può ignorare il rischio di perdere denaro insito in ogni operazione che svolge. Questo non significa che investire in azioni da dividendo corrisponda a rischi elevati o estremi, significa solo che ogni portafoglio di investimenti deve essere bilanciato sul profilo di rischio dell’investitore e adeguatamente diversificato per contenere la volatilità dei mercati. Le azioni da dividendo sono pur sempre azioni e la società che le emette può sempre smettere di pagare i dividendi e vedere le quotazioni del proprio titolo crollare.

Conclusioni

L’acquisto di azioni da dividendo può essere un tassello importante per la diversificazione del portafoglio di investimento ed una strategia valida per coloro che prediligono investimenti di lungo periodo. Se desideri l’assistenza di un consulente finanziario indipendente per comporre in maniera consapevole il tuo portafoglio d’investimento scrivici. Ti aiuteremo a proteggere il tuo patrimonio mettendolo al riparo dall’inflazione.

RENATO VIERO, CFA

Fondatore e Direttore Investimenti

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