• Perché l’azionario nel lungo periodo sale?
  • L’inter-disciplinarietà
  • La finanza comportamentale
  • Il var
  • La strada verso un metodo scientifico per il futuro della finanza

Renato Viero fondatore di RV Capital Partners conversa con Andrea Bugin, Head of Financial Engineering, a capo di uno dei principali team di ingegneria finanziaria in Europa.

I libri citati in questa intervista a 360° non solo sulla finanza ma su molto altro sono:

“Scala. Le leggi universali della crescita, dell’innovazione, della sostenibilità e il ritmo di vita degli organismi, delle città, dell’economia e delle aziende” di Geoffrey West

“Generalisti. Perché una conoscenza allargata, flessibile e trasversale è la chiave per il futuro” di David Epstein

“Pensieri lenti e veloci” di Daniel Kahneman

“Il disordine dei mercati. Una visione frattale di rischio, rovina e redditività” di Benoit Mandelbrot

00:54 – Cos’è la finanza quantitativa?

03:11 – Sentiamo spesso parlare dell’ipotesi in base alla quale l’azionario nel lungo periodo sale. Un’ipotesi basata anche sull’evidenza storica, misurando le performance degli indici negli ultimi 120 anni. Ma recentemente in un libro dal titolo “Scale” di cui io e te abbiamo parlato spesso troviamo l’evidenza empirica (pg 392). Il libro è stato scritto da Geoffrey West (fisico teorico del Santa Fe institute). Hai voglia di parlarcene?

09:11 – Parlando del Santa Fe institute mi viene in mente un altro concetto sul quale ci siamo confrontati, quello dell’inter-disciplinarietà di cui il Santa Fe Institute è la massima espressione. Anche in questo caso ne abbiamo parlato partendo da un libro: “Range”. Quanto pensi sia importante questo concetto nel mondo della finanza quantitativa?

12:08 – Una delle discipline che ha avuto forse più influenza nel settore finanziario di recente è stata la finanza comportamentale. Anche in questo caso il tutto è partito da un libro, “pensieri lenti e veloci”. Anche il più famoso dei quants (come vengono chiamati gli investitori che usano delle tecniche quantitative) Ken Griffin di Citadel, ha recentemente spiegato in un’intervista di come stia integrando i propri modelli per approfittare dei bias comportamentali degli investitori. Quali pensi siano le lezioni più importanti della finanza comportamentale e cosa significa integrarle nei modelli gestionali?

18:31 – L’intero apparato della finanza moderna è basato sul concetto di VAR, value at risk. Il VAR è basato nella maggior parte dei casi su stime storiche di varianza e covarianza mentre nella realtà abbiamo visto che nei bear market le correlazioni vanno velocemente verso l’1 e tutte le asset class si muovono all’unisono. Cosa ne pensi e quanto pensi che ciò possa rappresentare una sorta di rischio “sistemico” nel nostro settore.

23:55 – Non possiamo concludere un’intervista sulla finanza quantitativa e sui suoi attuali limiti senza citare Mandelbrot e il suo libro “il disordine dei mercati”. Mandelbrot è stato il primo che abbia introdotto un metodo scientifico nello studio dei mercati finanziari evidenziando i limiti delle false ipotesi alla base della finanza tradizionale: dal Capital Asset Pricing Model a Black and Scholes. Quale pensi sia stato l’insegnamento più importante di Mandelbrot e come potremmo includerlo nella pratica?

RENATO VIERO, CFA

Fondatore e Direttore Investimenti

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