Negli ultimi anni si sono moltiplicate le opportunità di investimento, sia attraverso nuovi strumenti finanziari, sia attraverso piattaforme online, sia attraverso modalità sempre più flessibili ed accessibili. Tra i prodotti finanziari di maggior successo possiamo certamente citare i PAC. In questo post ne riepiloghiamo le caratteristiche principali, cercando di comprendere eventuali vantaggi e svantaggi.

Cos’è un Piano di Accumulo di Capitale (PAC)?

Si tratta di una modalità di investimento che prevede che l’investitore accantoni una somma periodica per un periodo predeterminato al fine di acquistare un determinato strumento finanziario o asset (a titolo di esempio: ETF, Fondi comuni, azioni, criptovalute, ecc). Le quote versate dal risparmiatore sono costanti mentre il prezzo di acquisto varia nel tempo (e, di riflesso, le quantità acquistate).

Facciamo un esempio pratico: un investitore decide di sottoscrivere un PAC decennale in cui si impegna ad investire mensilmente 100 € su un certo ETF. Alla scadenza del decennio avrà investito € 12.000 (a cui potrebbero aggiungersi eventuali rendite provenienti dall’investimento, al fine di godere dei benefici dell’interesse composto).

Differenza tra PAC e PIC – La modalità di investimento di un PAC si contrappone a quella del PIC, acronimo per Piano Investimento di Capitale. Seguendo l’esempio appena citato, l’investitore per fare un PIC dovrebbe acquistare € 12.000 euro dell’ETF di suo interesse e poi attendere 10 anni per valutare il rendimento del suo investimento. Apparentemente sembrano scelte non così di difformi, ma nella realtà ci sono consistenti differenze.

Nel caso del PAC, si “spalma” l’investimento su 10 anni, e si porta avanti l’investimento in maniera graduale e attraverso acquisti regolari; nel caso del PIC si investe l’intera cifra in un’unica soluzione e ci si espone da subito, con l’intero capitale, agli andamenti dei mercati finanziari, sia in positivo che in negativo.  

La superiorità in termini di performance di una strategia piuttosto che dell’altra dipenderà molto dal timing del PIC e dall’andamento dei mercati. Ma l’evidenza empirica1 dimostra che l’investimento in un’unica soluzione del capitale tende a portare risultati migliori 2 volte su 3 data la tendenza alla crescita che ha intrinsecamente il mercato finanziario, in particolar modo quello azionario.   

1 – Secondo un’analisi condotta da Vanguard il mercato azionario tende ad avere performance positive 3 anni su 4. Vanguard ha confrontato su diversi periodi di tempo la performance di un portafoglio 60/40 – azionario/obbligazionario in vari paesi comparando le performance di un investimento in tale portafoglio in un’unica soluzione rispetto ad acquisti mensili mediante PAC. L’investimento in un’unica soluzione ha performato meglio il 66% delle volte, 2 su 3 appunto.

Dollar Cost Avaraging (DCA): la strategia di investimento alla base del PAC

Comprendere il funzionamento di un Piano di accumulo di Capitale significa capire l’idea alla base della strategia e i relativi obiettivi. La cosiddetta strategia Dollar Cost Averaging è stata formulata da Benjamin Graham, economista statunitense considerato il padre del “Value investing” e fonte di ispirazione per diversi tra i maggiori investitori del mondo in epoche antecedenti alla nostra. Warren Buffett definì il libro “L’investitore intelligente”, scritto da Graham, “il miglior libro sugli investimenti mai scritto”.

Il Dollar Cost Averaging è una strategia in cui l’investitore divide il capitale complessivo da investire e lo distribuisce in numerosi acquisti al fine di ridurre l’impatto complessivo della volatilità sull’asset acquistato. Ogni singolo acquisto prescinde dal prezzo dell’asset ed avviene ad intervalli regolari. Ciò significa che verranno acquistate quote crescenti quando il prezzo è decrescente e quote decrescenti quando il prezzo è crescente. Il risultato finale è quello di evitare di investire in un unico ammontare quando i prezzi sono molto alti o quando possono scendere. Ma questa strategia è molto efficace nel caso in cui si sa esattamente di cosa si vuole entrare in possesso e a che prezzo massimo, come nel caso di un’azione di tipo value per ritornare a Benjamin Graham. È molto meno efficace quando si riferisce ad un intero portafoglio.  

PAC: un investimento per giovani

Il PAC è un investimento più adatto a coloro che non hanno grossi capitali a disposizione, tipicamente i più giovani, ma vogliono comunque iniziare ad investire. Nel caso del PAC infatti:

  • Non è strettamente necessario investire cifre consistenti
  • La natura dello strumento educa al risparmio e familiarizza ai mercati finanziari
  • È un ottimo modo di disciplinare un investitore inesperto
  • Permette di smorzare gli effetti dell’emotività tipici degli investimenti in un’unica soluzione
  • È uno strumento flessibile (la cadenza degli acquisti può essere pianificata in modo diverso: settimanale, mensile, bimestrale, trimestrale, ecc..)

Vantaggi e svantaggi

Il principale vantaggio del PAC è quello di ridurre nell’immediato il rischio di rendimenti negativi estesi a tutto il patrimonio che possono tradursi in perdite rilevanti con effetti deleteri anche dal punto di vista psicologico. Se si investe in un’unica soluzione e i mercati scendono e l’investitore si “spaventa” all’inizio vi è infatti il rischio che liquidi il portafoglio cristallizzando la perdita e giunga alla conclusione che è meglio “non rischiare” con i mercati finanziari. Una storia che abbiamo sentito più e più volte. Il problema principale è che all’inizio, quando si investe un intero patrimonio le cose vanno fatte gradualmente, gestendo il rischio e familiarizzando con la volatilità e gli strumenti dei mercati finanziari. E soprattutto in maniera dinamica, ossia considerando il contesto macroeconomico.

Un altro vantaggio del PAC è quello di ridurre, nell’immediato, l’emotività legata ad un investimento in un’unica soluzione consistente che, per forza di cose, rischia di trasformarsi in un esercizio di market timing (cercare di indovinare il momento migliore) se non viene fatta nel modo giusto.

Il principale svantaggio del PAC è quello di diluire, di molto, i rendimenti nelle fasi di crescita. Se i mercati stanno salendo infatti l’investitore del PAC parteciperà al rendimento solo con la quota di capitale già investita. Questo è il principale motivo (oltre ai costi) alla base del risultato della ricerca citata in precedenza.

Un altro rilevante svantaggio del PAC è quello legato alle commissioni. Comprando in varie tranche di importi bassi, infatti, si rischia di avere dei costi di transazione rilevanti, dato che molte piattaforme hanno un costo minimo di acquisto per strumenti come gli ETF. Se infatti la commissione di transazione minima per acquistare è di 29 euro e investiamo 1000 euro il costo di transazione sarà del 3%! Va poi evidenziato che molte reti bancarie e assicurative propongono PAC anche per importi molto bassi senza evidenziare però le commissioni di ingresso. Una delle reti bancarie più popolari in Italia propone PAC da 100 euro al mese (ad un costo di 5 euro poco evidenziato al cliente). In pratica vengono investiti solo 95 euro dei 100 prelevati al cliente (quindi commissioni di ingresso del 5%) e i report di performance successivi vengono poi fatti sui 95 euro investiti, se l’investimento è andato a 97 il rendimento sarà presentato come positivo anche se al netto dei costi d’ingresso è negativo.

Piano di Accumulo Capitale: alcuni consigli

Molto spesso si sente parlare del PAC come della chiave che risolve tutti i problemi relativi all’investimento e alla volatilità dei mercati ma, come abbiamo visto, la realtà è molto più complessa e non riconducibile ad una formula statica.

Il PAC può essere una buona soluzione per coloro che hanno piccoli patrimoni o per coloro che non hanno patrimonio, ma hanno una buona capacità di risparmio e vogliono investire da subito quello che risparmiano.

Allo stesso modo se non si ha la possibilità di confrontarsi con un professionista esperto in grado di analizzare il mondo finanziario, il PAC rappresenta una possibile soluzione al problema derivante dall’impasse di come iniziare ad investire il proprio patrimonio nel mercato finanziario. Ma anche in questo caso si pone il problema di cosa compare con il PAC? Azioni? Obbligazioni? In che percentuali? Il dollar-cost-averaging è ottimo, ma per comprare azioni value nell’ambito di una predefinita strategia. Come tutte le soluzioni statiche anche il PAC rappresenta una soluzione sub-ottimale al mondo degli investimenti non adatta a coloro che vogliono ottenere il massimo dalla gestione del proprio patrimonio. Il PAC, infatti, rappresenta in estrema sintesi l’acquisto differito nel tempo di un portafoglio “statico” vale a dire “compro sempre le stesse asset class a scadenze prefissate”. Un esercizio che può essere molto pericoloso specialmente in determinate fasi di mercato.

RENATO VIERO, CFA

Fondatore e Direttore Investimenti

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