Come spesso accade in corrispondenza della fine dell’anno si tirano le somme di quello che è successo, delle scelte che si sono fatte, dei risultati ottenuti e soprattutto di cosa si può far meglio in futuro.

Quest’anno non fa eccezione anzi, per molti aspetti è stato un anno straordinario, ma lo è stato in particolar modo nei mercati finanziari:

  • Il petrolio negativo a -40 dollari
  • L’indice di volatilità (VIX Index) da 12 a 86 nel giro di un mese per poi ritornare ai livelli attuali di 20
  • E ancora, l’oro a sfondare i 2000 dollari l’oncia
  • L’indice statunitense S&P 500 a perdere il 35% per poi recuperare e arrivare a guadagnare il 70% dai minimi di marzo facendo segnare nuovi massimi
  • I tassi negativi in Europa e in particolar modo il BTP Italia 2 anni attualmente a -0.42%

Nessuno avrebbe mai potuto prevedere quello che è successo, il futuro è imprevedibile e questo si sa. Fin qui nulla di nuovo.

Ma immaginiamo per un attimo di essere ad inizio 2020, e di poter prevedere il futuro dei mesi successivi. Immaginiamo di sapere che:

  • ci sarà una pandemia
  • cambierà completamente lo scenario macroeconomico mondiale
  • non si potrà viaggiare, molti paesi nel mondo saranno per lunghi periodi in lockdown
  • le catene produttive verranno  bloccate temporaneamente
  • la disoccupazione tornerà ai livelli della grande crisi finanziaria del 2008

Ora, alla luce di queste conoscenze, immaginiamo di dover fare una previsione su azionario, obbligazionario, oro e materie prime alla fine dell’anno.

Molto probabilmente la maggior parte degli analisti avrebbero previsto l’azionario al ribasso, le materie prime al ribasso, l’obbligazionario governativo ai massimi e l’oro ai massimi.

La cosa sorprendente è questa: nonostante gli eventi negativi e la pandemia globale, si sono registrati diversi andamenti tipici di uno scenario economico positivo, e in particolar modo l’azionario ai massimi.

  • Il petrolio è stato a -40 dollari e oggi è a +45 dollari.
  • L’oro ha toccato i massimi storici di sempre ad agosto ma ha poi iniziato una lenta ed inesorabile discesa.

Sono accadute tutte cose apparentemente in contrasto l’una con l’altra e soprattutto su scale temporali diverse. L’azionario ha scontato una recessione globale e una ripresa globale nel giro di tre mesi. L’oro e il petrolio hanno avuto una scala temporale più lunga. E l’obbligazionario ancora più lunga e totalmente diversa in termini di entità.

Anche sapendo in anticipo quello che sarebbe successo, avremmo avuto enorme difficoltà nel trarne profitto nei mercati finanziari.

Io stesso ho fatto alcune ipotesi di avvenimenti macroeconomici nel corso dell’anno, alcune ipotesi si sono rivelate corrette, altre meno. Ben sapendo che le ipotesi sull’andamento dei mercati sono esercizi probabilistici, non ho mai lasciato che le mie opinioni o previsioni prendessero il sopravvento sul processo decisionale di investimento.

Processo, processo, processo.

Non mi stancherò mai di ripeterlo, finchè le decisioni avvengono nell’ambito di un rigoroso processo d’investimento, il rischio di errore è considerabilmente mitigato.

Anche se una mia ipotesi sull’ S&P 500 non si è verificata (avevo previsto un’ampia probabilità che l’azionario tornasse a ritestare i minimi di marzo) il processo mi ha indicato se ero o meno nel giusto e mi ha permesso di correggere il tiro in tempo (sempre di probabilità si tratta).

Anche se i fondamentali di Tesla mi dicono che siamo fuori da ogni logica e sarebbe interessante shortare il titolo (shortare = vendere asset che non si possiedono, ossia scommettere sul ribasso) il processo mi tira fuori dai guai e mi guida nel riallocare le mie risorse verso investimenti più sensati e fruttiferi.

Il processo mi ha aiutato anche a captare e a scegliere il timing delle previsioni macroeconomiche giuste, ossia cogliere l’inizio e cavalcare due trend importantissimi:

  • l’accelerazione dell’inflazione e
  • la discesa del dollaro.

Questi due leitmotiv hanno contraddistinto le mie scelte, e anche i miei articoli in questo blog. Questo perché sono i più importanti e perché determineranno i risultati della gestione di quest’anno ma soprattutto degli anni a venire. C’è un adagio nel mondo degli investimenti:

“If you get the dollar right you get everything else right”

Se azzecchi il movimento del dollaro azzecchi anche tutto il resto.  

Iniziamo allora a tirare le somme in questa carrellata dell’anno 2020 e delle nostre ipotesi ed analisi.

IPOTESI #1 (confermata): Valuta Dollaro Statunitense

Iniziamo dalla cosa più importante: il dollaro. Come ho scritto spesso il dollaro è stato e continua a essere il filo conduttore di tutta la complicata trama che lega le varie asset class e i vari mercati. Le sue accelerazioni e i suoi rallentamenti spiegano le reazioni su orizzonti temporali diversi delle varie asset class. E le correlazioni con le altre asset class spiegano lo scenario principale in cui ci troviamo in un determinato momento. Ho scritto nel mio articolo del 28 settembre (“Per qualche dollaro in più”), con riferimento ai livelli euro-dollaro, della rottura di un trend importantissimo di lungo periodo e del possibile re-test in area 1.16/1.17 prima di re-iniziare la corsa verso l’alto. L’ipotesi si è rivelata corretta e anche il movimento.

Riporto qui di seguito i grafici di settembre e i grafici attuali in modo da poter visualizzare i movimenti e i concetti. Cliccare sui grafici per ingrandirli.

Eur-Usd con candele su orizzonte GIORNALIERO (grafico di SETTEMBRE)
Eur-Usd con candele su orizzonte GIORNALIERO (grafico di oggi DICEMBRE)
Eur-Usd con candele su orizzonte SETTIMANALE – la linea blu rappresenta la resistenza ora diventata supporto (grafico di SETTEMBRE)
Eur-Usd con candele su orizzonte SETTIMANALE – la linea blu rappresenta la resistenza ora diventata supporto (grafico di oggi DICEMBRE)

IPOTESI #2 (inizialmente non verificata poi confermata): Mercato Azionario

Ho parlato e parlo molto spesso del mercato azionario. Ad aprile e ad inizio maggio ero abbastanza pessimista e vedevo ampie probabilità che gli indici azionari statunitensi ed europei andassero a ritestare i minimi come forse molti di voi ricorderanno. Tuttavia si è rapidamente materializzato lo scenario meno probabile, quello di un rialzo continuo, e ad inizio estate ho velocemente corretto il tiro soprattutto grazie ai segnali quantitativi del nostro processo d’investimento che indicavano semaforo verde per l’azionario. Nonostante quasi vent’anni di esperienza sui mercati non finisco di stupirmi ancora oggi quando l’emotività cerca di trarmi in inganno e ho scritto dell’importanza di guardare a quello che ci dicono i dati ed il mercato in una serie di articoli di cui il più importante è quello del 23 luglio (“Il mercato ha sempre ragione”) seguito da quello del 20 agosto (“Investire o non investire quando il mercato raggiunge massimi storici?”). Non voglio ripetermi in questa sede, ma riassumo il tutto con una parola: processo. Ci sono varie tipologie di azionario ma riportiamo di seguito quello più analizzato, l’S&P 500. Cliccare sul grafico per ingrandirlo.

IPOTESI #3 (confermata): Oro Metalli Preziosi

Dell’oro ho scritto parecchio, ma ho dedicato ad esso un’analisi a sé stante il 7 agosto (“3 cose da sapere per investire in oro nel 2020”). In quell’articolo ho descritto le sue caratteristiche come strumento di trading e di investimento ma ad oggi due cose che scrissi allora si sono rivelate entrambe vere ed importanti:

  1. “Finché le aspettative sui tassi reali continueranno quindi ad essere negative l’oro continuerà ad avere performance positive perché continuerà a rappresentare l’alternativa migliore.”
  2. “Quali sono quindi i fattori che potrebbero mettere fine alla corsa dell’oro e innescare un’inversione del trend attuale? Tassi di interessi reali positivi.”

Fino a settembre è stata vera la prima, i tassi reali sono stati in diminuzione e l’oro ha fatto segnare nuovi massimi storici. Da settembre in poi i tassi reali hanno iniziato ad aumentare (siamo passati dallo scenario prevalente deflattivo ad uno di reflazione) e l’oro ha invertito il trend. Cliccare sul grafico per ingrandirlo.

IPOTESI #4 (non verificata). Tesla Singolo Titolo

In realtà su Tesla non ho fatto previsioni pubbliche, ma ho raccontato della mia esperienza personale e della mia perdita nella speculazione sul singolo titolo nell’articolo del 3 settembre (“TESLA… e altre storie fantastiche!”). Anche se non ne parlai pubblicamente avendo preso una posizione ribassista ho fatto una previsione, anche se non condivisa, e per una serie di ragioni ho deciso di parlarne perché penso che Tesla ed Elon Musk siano stati centrali all’analisi di quello che è stato il 2020 e di quello che sarà un trend futuro: un mercato dominato dall’interventismo delle banche centrali. Motivo per cui reputo importante la lezione di Tesla che ci riporta a quanto scritto inizialmente: quando si cerca di capire quello che succederà bisogna tenere a mente che si tratta sempre di probabilità e che sarà il mercato a guidare le nostre scelte, per questo ritorniamo alla cosa più importante di tutte: una metodologia di investimento in grado di dirci quando quello che sta accadendo conferma o smentisce la nostra visione del mondo.

E ancora, quando iniziamo un investimento la cosa più importante è valutare bene quello che potrebbe succedere se le nostre teorie non fossero avvalorate dal movimento del mercato e come agiremmo di conseguenza. O se facciamo trading, e ragioniamo come dei traders, dobbiamo sapere esattamente nel momento in cui prendiamo una posizione a che prezzo prenderemo profitto e a che prezzo faremo scattare la stop-loss (ossia prenderemo una perdita, ma chiuderemo la posizione).

Riportiamo qui di seguito i grafici da capogiro dell’aumento di Tesla fino a settembre (prima dello stock split) e da settembre in poi (dopo lo stock stock split –5:1). Cliccare sui grafici per ingrandirli.

L’aumento parabolico di Tesla nell’ultimo anno a confronto con l’indice Nasdaq. (grafico di SETTEMBRE)
L’aumento parabolico di Tesla nell’ultimo anno a confronto con l’indice Nasdaq. (grafico di oggi DICEMBRE)

Conclusioni

Anche sapendo ciò che sarebbe accaduto senza un solido processo di investimento non sarebbe stato possibile investire correttamente e soprattutto consapevolmente: con una visione chiara del proprio rischio e del potenziale rendimento in ogni momento.

Come facciamo a capire se siamo preparati per l’anno che verrà, per il prossimo rialzo, per approfittare della prossima crisi?

Dobbiamo pensare al metodo che utilizziamo per investire e porci queste domande:

  • Quali sono i fattori che influenzano le mie decisioni di investimento?
  • Capisco totalmente e integralmente cosa sto facendo e soprattutto perché lo sto facendo?
  • Quali sono i miei rischi principali? Cosa accade al mio portafoglio se le cose non vanno come credo / spero?
  • Cosa farei nel momento in cui le cose non dovessero andare come credo?

Vorremmo concludere questa panoramica delle nostre analisi più importanti e significative con un ringraziamento per il tempo che dedicate alla lettura dei nostri articoli. Siamo consapevoli di quanto poco tempo libero vi sia a disposizione nelle vite di ognuno di noi e siamo grati della vostra attenzione. 

Una promessa che vi facciamo. Continueremo a dare il massimo per ottenere risultati all’altezza, ma soprattutto saremo sempre totalmente trasparenti nelle nostre scelte e nel nostro processo per darvi sempre modo di capire che siamo solo ed esclusivamente al vostro servizio e al vostro fianco.

E un augurio per l’anno prossimo da parte di tutto il team di RV Capital Partners, di prosperità personale e finanziaria.

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RENATO VIERO, CFA

Fondatore e Direttore Investimenti

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