Dopo aver dedicato un post a Jesse Livermore, oggi parliamo di uno dei migliori investitori del mondo, Jim Rogers. Ripercorrere la sua carriera e ritrovare la sua filosofia di investimento è uno spunto di riflessione per trarre alcune lezioni che possono rilevarsi sempre attuali.

Chi è Jim Rogers

Jim Rogers è un imprenditore, un investitore, analista finanziario ed autore di diversi libri dedicati al mondo della finanza. Nasce a Baltimora nel 1942. Dopo aver conseguito una laurea in storia a Yale inizia a lavorare a Wall Street. Lavorando alla Dominick & Dominick inizia a familiarizzare con azioni ed obbligazioni. Consegue un ulteriore dottorato in Filosofia, Politica ed Economia alla Oxford University. Svolge il servizio di leva combattendo nella guerra del Vietnam.

Dopo il suo ritorno negli USA inizia a lavorare presso Arnhold & S. Bleichroeder, dove conosce George Soros. Questo incontro cambierà la sua vita perché insieme fonderanno il Quantum Fund nel 1973. L’Hedge Fund diventa rapidamente uno dei più importanti del mondo collezionando rendimenti da capogiro (+4.200% in 10 anni, contro il +47% dell’indice S&P nello stesso periodo). Nel 1980 si ritira a vita privata, per dedicarsi alle sue passioni e gestire la considerevole fortuna che ha ammassato durante gli anni del Quantum Fund.

Molto spesso vengono riportate dai giornali le sue dichiarazioni eclatanti che richiamano ad un crash imminente o alle sue previsioni sull’oro e sull’argento ma tutti quelli che si occupano di investimenti in maniera professionale sanno che non è importante se una previsione si verifica o meno, se abbiamo ragione o torto, quello che conta veramente è quanti soldi guadagniamo quando abbiamo ragione e quanti ne perdiamo quando abbiamo torto, come insegna lo stesso Soros.

Solo i turisti della macroeconomia come li chiamiamo noi, quelli che leggono una dichiarazione nei giornali al mattino e si precipitano a comprare o a vendere, prendono seriamente queste dichiarazioni che hanno più che altro lo scopo di far parlare di sé o di generare click.

Jim Rogers

Jim Rogers e la sua filosofia di investimento

Jim Rogers ha sempre descritto la sua filosofia nel modo seguente: comprare valore e vendere isteria.

Si è sempre definito un investitore a lungo termine e mai un trader descrivendo come suo punto di forza quello di aspettare con pazienza l’opportunità giusta, di comprarla spesso sbagliando il timing (anticipando i tempi), ma di avere altrettanta pazienza nell’attesa del risultato, della performance e, bisogna riconoscerlo, raramente ha sbagliato.

Una logica tesa dunque ad evitare in maniera sistematica ogni eccesso (che si tratti di isteria o euforia del mercato), ed attendere il momento giusto per agire. Ha avuto l’abilità di riconoscere il momento giusto per vendere non quando l’azione raddoppia o triplica il suo valore, ma quando esprime il suo pieno potenziale. Una dote che senz’altro giustifica gli straordinari rendimenti ottenuti.

Lo stile di Jim Rogers è basato su una combinazione di fattori, alcuni dei quali condividiamo in pieno, poiché rimangono assolutamente attuali e ci aiutano tuttora ad orientare il nostro processo di investimento.

  1. Le posizioni prese sono sempre motivate da una ragione di analisi fondamentale. No a rumor, voci di corridoio, articoli sensazionalistici o all’analisi solo ed esclusivamente tecnica. Per investire con successo nel lungo periodo bisogna conoscere la macroeconomia, le aree geografiche, le banche centrali e i fondamentali delle aziende in cui si investe.
  2. Le banche centrali dominano i trend. Uno degli investimenti più famosi di Jim Rogers fu quello nell’oro all’inizio della fase di Paul Volcker alla FED ad inizio anni ‘80. Questo approccio era totalmente diverso da quello del mercato e l’oro guadagnò più del 70% in qualche mese, prendendo alla sprovvista un gran numero di operatori.
  3. Poter investire in tutte le regioni, tutti i settori e soprattutto tutte le asset class. Il mercato finanziario è un grande puzzle a tre dimensioni in cui tutte le attività hanno un’interdipendenza che continua a cambiare, quello che accade al prezzo dell’acciaio è in relazione al prezzo dell’olio di palma. Questo significa investire sempre in tutto? Assolutamente no, ma non è pensabile costruire valore nel mondo degli investimenti utilizzando solo un asset class o solo uno strumento. Quello che è fondamentale è capire in un dato momento quali sono gli strumenti migliori: azioni, obbligazioni, materie prime e valute.
  4. Sapere quando restare investiti e quando liquidare una posizione. La miglior perdita è quella che viene incassata presto prima di creare un danno serio al patrimonio. Se il mercato va contro a quella che è la nostra aspettativa dobbiamo avere un motivo più che valido per decidere di stringere i denti e continuare a restare investiti, bisogna costantemente rivedere le proprie tesi di investimento alla ricerca di fattori chiave che possono esser stati sottovalutati.

Conclusioni

L’approccio di Jim Roger, come quello di altre leggende del mondo degli investimenti, è praticamente impossibile da emulare nella sua completezza ma molti dei suoi principi sono estremamente attuali e rilevanti a tutti coloro che prendono seriamente il mestiere di investire inclusi noi di RV Capital Partners.

Nelle parole di Jim Rogers:

Investire con successo significa avere buon senso ma è sorprendente quanto poco buon senso abbiano a volte gli investitori e quanto difficile sia deviare dall’opinione della massa quando la pensiamo diversamente

Jim Rogers

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RENATO VIERO, CFA

Fondatore e Direttore Investimenti

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