Un lettore scrive al Sole 24 Ore interrogandosi sulla migliore strategia per investire il Tfr e i propri risparmi.

Di seguito la domanda del lettore, la nostra risposta e l’articolo pubblicato sabato 30 luglio. Cliccare sull’immagine dell’articolo per ingrandirla.

Ho 36 anni e sono sposato con due figli che fanno le scuole elementari.
Ho ricevuto la liquidazione del precedente impiego pari a circa 60mila euro.
La cifra si aggiunge a risparmi familiari di circa 200mila euro attualmente investiti al 50% su un conto deposito al 20% su una polizza ramo I e al 30% su un fondo comune azionario internazionale che mi è stato venduto dalla mia banca.
Sto valutando di aderire al fondo pensione di categoria grazie al nuovo impiego nel settore metalmeccanico (cometa); vorrei anche capire che profilo scegliere.
Volevo capire se ci sono settori o segmenti da considerare dopo questa crisi: obbligazioni societarie e convertibili per esempio. Ho un profilo di rischio medio e ritengo che dopo i rialzi dei tassi la componente di liquidità sia forse un po’ elevata.

La situazione patrimoniale del lettore, unitamente alla sua giovane età, fa pensare ad una buona capacità di assorbire rischio che potrebbe tradursi in un portafoglio a più alto rendimento atteso. In altre parole, più alta è la capacità di assorbire rischio più alta è la tolleranza alla volatilità dei mercati.

Anche se il lettore definisce il profilo di rischio come medio, il suo portafoglio attuale risulta molto conservativo, ciò rispecchia la natura molto prudenziale degli investitori italiani. Un investitore con una situazione patrimoniale simile al lettore nel mondo anglosassone avrebbe un portafoglio con una percentuale di azionario pari o superiore al 50% oltre ad obbligazioni ad alto rendimento, altri strumenti di diversificazione e le obbligazioni societarie citate dal lettore. La differenza, in termini di performance, tra i due portafogli nel lungo periodo è notevole.

Per investigare meglio la capacità di assorbire rischio bisognerebbe capire quindi, attraverso delle domande specifiche, se i risparmi possono essere investiti con un orizzonte temporale di lungo periodo e se ci sono dei debiti da rimborsare a livello familiare, come ad esempio il mutuo della casa.

Un altro punto importante da considerare è quello del reddito familiare, se entrambi i genitori lavorano e vi è una buona componente di risparmio (la differenza tra entrate e uscite familiari che può essere accantonata e investita) ciò aumenterebbe, ad esempio, la capacità di assorbire rischio.

Inoltre può essere utile ragionare per obiettivi dal punto di vista finanziario. Data la giovane età dei due figli un primo obiettivo della gestione patrimoniale potrebbe corrispondere con il sopraggiungere dell’inizio degli studi universitari, un momento finanziariamente impegnativo per il bilancio della famiglia che il portafoglio attuale non soddisfa visti anche i livelli elevati di inflazione.

Se la situazione patrimoniale è adeguata ed effettivamente vi è una buona capacità di assorbire rischio con una tolleranza media come quella che il cliente dichiara (o media-alta fatte le dovute considerazioni sull’orizzonte temporale) sarà possibile incrementare in determinati momenti la quota di azionario in portafoglio almeno fino al 50/60% in un ottica di lungo periodo orientata alla crescita del patrimonio. Sarà importante inserire altre asset class in grado di diversificare il portafoglio e al contempo incrementare il rendimento come l’obbligazionario corporate ad alto rendimento, l’obbligazionario governativo dei mercati emergenti, le materie prime e una opportuna diversificazione valutaria degli strumenti. La strategia migliore dal mio punto di vista è quella di implementare una asset allocation dinamica, in cui il livello di rischio varia dal massimo tollerato dal cliente ad un minimo a seconda delle fasi di mercato. Gli strumenti che utilizzerei per un portafoglio di questo tipo sono degli ETF selezionati per la loro efficienza in termini di costo e efficacia in termini di replica dell’asset class di riferimento con una caratteristica fondamentale: la liquidità, che si traduce in spread denaro-lettera molto contenuti e alti volumi.

Fonte: Il Sole 24 Ore

RENATO VIERO, CFA

Fondatore e Direttore Investimenti

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