Gradualmente l’intelligenza artificiale sta entrando in molti settori. Possiamo notarlo nelle notizie di ogni giorno, ma anche nel crescente interesse del mercato. I grandi player dell’innovazione mondiale stanno cercando di sviluppare queste nuove tecnologie per aumentare l’efficienza e la produttività delle imprese e, contemporaneamente, per generare nuove classi di prodotto. Di riflesso, crescono in maniera consistente anche gli investimenti nel settore.

Dal machine learning alla creazione di modelli predittivi, l’intelligenza artificiale si sviluppa in molteplici direzioni contemporaneamente. Non si tratta del futuro, ma del presente.  Facciamo alcuni esempi per capire meglio come l’intelligenza artificiale stia già cambiando la vita di ogni giorno. Potremmo citare Alexa, l’assistente di Amazon in grado di riconoscere i comandi vocali; pensiamo a Netflix, che usa degli algoritmi che si adattano alle singole persone per consigliare il prossimo film o la prossima serie TV da vedere così come fa Spotify per la musica. Molte aziende usano questa innovazione per offrire servizi automatici e dare forma al nostro futuro, un prodotto alla volta. Per questo è interessante comprendere meglio di cosa stiamo parlando e perché, da investitori, dovremmo tenere d’occhio l’evoluzione di questo mercato.

Cos’è l’intelligenza artificiale

Quando si parla di intelligenza artificiale (sigla A.I. ossia Artificial Intelligence) ci si riferisce ad un insieme di programmi ed algoritmi che mirano a replicare l’intelligenza umana per svolgere compiti che abitualmente vengono svolti da persone. Questo concetto è stato introdotto a metà degli anni 50 del secolo scorso, ma solo negli ultimi due decenni c’è stata una impennata nelle possibilità tecniche di sviluppo di queste tecnologie.

L’intelligenza artificiale viene creata attraverso machine learning, un processo di addestramento che richiede una grande quantità di dati. Le informazioni vengono impiegate per fare inferenze su quello che potrebbe accadere in futuro o per migliorare la performance di un servizio.

Come le aziende usano l’intelligenza artificiale

L’attuale impiego dell’intelligenza artificiale è tuttora piuttosto limitato e circoscritto a sistemi specifici, ma è facile intuire che la robusta crescita tecnologica raggiungerà ben presto diversi settori dell’industria e del commercio, automatizzando determinati aspetti delle attività.

Alcuni esempi concreti di applicazione, distinti per settori:

  • Trasporti: General Motors, Google, BMW e Honda stanno lavorando allo sviluppo di auto a guida autonoma. L’idea è quella di sviluppare sistemi che contribuiscano a ridurre gli incidenti ed arrivare, in futuro, ad un veicolo che non richieda né volante, né pedali o patente di guida.
  • Sicurezza: Alcune aziende stanno sviluppando ed affinando progressivamente il riconoscimento facciale per identificare criminali in aree pubbliche o private.
  • Social media: Già oggi gli algoritmi di Facebook ed Instagram consigliano contenuti (sponsorizzati o no) sulla base delle nostre azioni o preferenze (consapevoli o meno). Questa funzione, per quanto appaia innocua, può anche condurre ad abusi come nel caso di Cambridge Analytica.
  • Finanza e sistema bancario: L’intelligenza artificiale sta trovando un ruolo crescente nella gestione automatizzata di operazioni di trading e nel campo della gestione del rischio.
  • Assistenza clienti: Negli ultimi anni gli assistenti virtuali sono spuntati ovunque. Partendo da Siri, presente sui molti prodotti a marchio Apple, fino agli odierni Alexa (Amazon) e Google Home (Google) che, grazie al riconoscimento vocale, interagiscono con le persone e gestiscono alcune operazioni automatiche in ambito domestico.

Alcuni analisti di International Data Corp. (IDC), una nota società di business intelligence americana, stimano che i ricavi a livello mondiale per il mercato dell’intelligenza artificiale toccheranno i 500 miliardi entro il 2024, un incremento annualizzato del 17,5% rispetto alla situazione attuale.

Questo dato lascia intuire anche quali potrebbero essere le potenzialità del settore per gli investitori. È quindi utile monitorare in ottica di investimento le evoluzioni di un settore in chiara espansione.

Come investire in intelligenza artificiale

Non esiste un modo diretto per investire in intelligenza artificiale, gli investitori devono trovare delle buone aziende che abbiamo un’esposizione a questo tema. Per investire in intelligenza artificiale senza dover selezionare le aziende una ad una si possono comprare dei fondi o degli ETF. In generale si consideri che fondi ed ETF con uno stile growth (aziende a crescita molto alta e moltiplicatori relativamente alti, l’antitesi dello stile value) o con una forte esposizione al settore tecnologico implicitamente hanno un’esposizione rilevante all’intelligenza artificiale.

Un ETF molto popolare è il Technology Select Sector SPDR di State Street al cui interno troviamo titoli come Apple, Microsoft, Nvidia, Visa, Mastercard, Adobe e molte altre aziende tutte attive anche nel campo A.I. Un altro ETF che ha recentemente fatto parlare molto di sé, soprattutto negli Stati Uniti, è l’ETF Ark Innovation di Ark Invest pesantemente esposto al titolo Tesla (8,5%) e ad altri titoli molto contraddittori i cui fondatori vengono considerati geni da alcuni e fraudolenti da altri.

Esiste anche la possibilità di comprare direttamente singoli titoli come quelli all’interno degli ETF citati in precedenza ma si perderebbe in questo caso il beneficio di diversificazione tipico degli ETF o dei fondi.

Investire in intelligenza artificiale significa investire in aziende che sono all’avanguardia in termini di prodotto ma che, per esserlo, hanno speso moltissimo in termini di ricerca e sviluppo. Si tratta quindi solitamente di titoli che hanno moltiplicatori (come il prezzo corretto per gli utili) molto alti e che hanno in alcuni casi cash flow negativi, sono azioni quindi relativamente “costose” rispetto alla media di mercato. Lo stile growth e il settore tecnologico negli ultimi anni hanno trascinato al rialzo i mercati finanziari e sono diventati gli assoluti dominatori dei principali indici azionari in termini di capitalizzazione di mercato. Apple è stata la prima azienda a superare il trilione di dollari in termini di capitalizzazione di mercato. Le prime 5 aziende del principale indice azionario mondiale, l’S&P 500, sono ad oggi: Apple, Microsoft, Alphabet (Google), Amazon e Tesla. Tutti titoli di tipo growth, tutti molto esposti al tema intelligenza artificiale.


Cosa sono i moltiplicatori?

Sono definiti moltiplicatori, nel gergo finanziario, tutti quegli indicatori di tipo quantitativo che vengono utilizzati come metrica riassuntiva di quanto un titolo sia “costoso”. Prendiamo il più utilizzato in analisi fondamentale ossia il prezzo in rapporto agli utili, o prezzo corretto per gli utili (price earning in inglese). Viene ottenuto dal rapporto del prezzo per azione sull’utile per azione (l’utile degli ultimi dodici mesi diviso per il numero di azioni in circolazione).

Un rapporto prezzo-utili superiore a 20 viene considerato relativamente elevato e l’azione viene considerata “costosa”, ma perché? Significa che fermi restando gli altri fattori, al prezzo a cui stiamo pagando l’azienda oggi, dobbiamo incassare 20 anni di utili prima di rientrare del nostro investimento ed iniziare a guadagnare. Per questo i titoli con moltiplicatori molto alti vengono definiti di tipo growth : perché chi li compra prevede che gli utili continuino ad aumentare e che quindi di conseguenza lo farà anche il prezzo. Appartengono a questa categoria i titoli del settore tecnologico.


I moltiplicatori di alcune di queste aziende sono ai livelli più alti di sempre e una caratteristica dei titoli di tipo growth è quella di soffrire molto nelle fasi correttive del mercato azionario, specialmente in fasi di rialzo dei tassi. Infatti, prezzi e moltiplicatori molto alti sarebbero teoricamente giustificati dai tassi molto bassi (il costo del denaro). Rendimenti e rischio sono quindi relativamente più alti quando si parla di titoli esposti all’intelligenza artificiale.

Infine, occorre notare che, come accade in tutti i mercati rialzisti, ci sono dei temi che vengono adottati con entusiasmo dal mercato, entusiasmo che si trasforma in euforia verso la fine della tendenza rialzista. E come abbiamo visto in un recente articolo l’euforia è una delle fasi delle bolle speculative. Nelle ultime settimane il mercato ha iniziato ad attendersi 5 rialzi dei tassi da parte della FED nel 2022, in questo contesto l’indice Nasdaq e i settori citati sono tra quelli che hanno avuto le performance peggiori. Se poi si aggiungono esposizioni a titoli dalla dubbia trasparenza i movimenti al ribasso diventano da capogiro, come nel caso dell’Ark Innovation ETF che perde il 55% dai massimi toccati un anno fa. Cliccare sul grafico per ingrandirlo.

Essere seguiti da un consulente finanziario indipendente permette di affacciarsi a mercati che si conoscono parzialmente senza perdere l’opportunità di investire; con la tranquillità di una guida professionale che sappia consigliare la corretta asset allocation in base ai propri obiettivi finanziari.

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RENATO VIERO, CFA

Fondatore e Direttore Investimenti

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