Chi si affaccia per la prima volta al mondo degli investimenti spesso si pone questa domanda. Cerchiamo di capire quali sono le differenze, quali le competenze richieste e quali le opportunità.

L’arco temporale degli investimenti gioca un ruolo importante nella scelta di un investimento. Non sempre è corretto scegliere solo in base al rendimento ed al rischio. L’arco temporale dell’investimento nel caso del trading è di breve periodo (meno di un anno) mentre negli investimenti è di medio o lungo periodo.

Per questo motivo l’approccio ai mercati di un investitore è diverso dall’approccio di uno speculatore. In generale l’investitore ha l’obiettivo di proteggere il capitale e farlo crescere in misura pari o superiore all’inflazione, mentre il trader (ovvero lo speculatore) ha l’obiettivo di fare il massimo profitto in orizzonti temporali inferiori all’anno.

Investimento a lungo termine

Fare un investimento a lungo termine significa comprare un’attività finanziaria e detenerla per periodi di tempo superiori ai 5 anni.

La frequenza delle operazioni è molto dilatata e si interviene poco nei portafogli quando si fanno investimenti di lungo periodo, lo si fa solamente se sono cambiate le condizioni fondamentali relative alla decisione iniziale di investire. Ad esempio, si è investito in un azienda anche per le capacità dell’amministratore ma l’amministratore cambia e questa condizione viene meno: bisogna quindi rivedere la tesi d’investimento.

Si può scegliere di fare un investimento di lungo periodo utilizzando singoli titoli, fondi o ETF.

La gestione di un portafoglio per il lungo periodo può essere passiva, nel caso in cui si punti esclusivamente a replicare gli indici di mercato, o può essere gestione attiva. La gestione attiva ha l’obiettivo di battere gli indici nel tempo.

Coerenza e disciplina sono necessari nell’investimento a lungo termine. Ciò significa che un investitore non deve preoccuparsi dell’andamento nel breve periodo, a meno che siano cambiate le condizioni fondamentali che ci hanno portato alla decisione di investire. Di conseguenza, l’approccio di lungo periodo tende ad essere meno emotivo. Per evitare di essere influenzati da dubbi è consigliabile evitare di controllare continuamente il movimento dei prezzi.

L’investimento a lungo termine può essere collegato ad una corretta pianificazione finanziaria. In tal modo si utilizzano tutte le leve a propria disposizione per aumentare la probabilità di raggiungere i propri obiettivi finanziari e di rendimento, sfruttando ove possibile la volatilità dei mercati e non subendola.

Una corretta pianificazione finanziaria, infatti, formula in maniera chiara gli obiettivi e di conseguenza i rendimenti necessari a raggiungerli. Ciò permette di poter costantemente valutare l’allineamento della gestione a tali obiettivi senza doversi costantemente preoccupare di quello che succede su orizzonti temporali diversi, tipicamente nel breve termine.

Gli investitori di lungo termine solitamente hanno performance più allineate agli indici di mercato rispetto ai trader. Investire nel lungo termine consente di minimizzare i rischi per un dato livello di rendimento prefissato. 

Trading

Fare trading significa speculare, scommettere, sul rialzo o sul ribasso di un’attività finanziaria in un periodo di tempo ridotto, solitamente inferiore all’anno e in alcuni casi su orizzonti temporali brevissimi (anche inferiori al giorno come nel caso del day trading).

I trader aprono e chiudono molte posizioni nel corso di un periodo con l’obiettivo ricavare più profitto possibile dal capitale a disposizione.

L’orizzonte temporale è quindi relativamente breve e, contemporaneamente, il numero di transazioni molto elevato.

Per questo motivo è importante valutare, nell’ambito di una strategia di trading, le commissioni di transazione che possono essere molto impattanti sul risultato finale.

Fare trading richiede molto tempo, sia per seguire i mercati, sia per prendere delle decisioni, e per eseguire poi le operazioni.

È un approccio che si presta di più all’emotività: dato l’orizzonte temporale di breve periodo non si ha molto tempo a disposizione per recuperare eventuali perdite. Il livello di rischio nel trading è mediamente più alto, così come lo sono i rendimenti potenziali.

Allo stesso modo, le competenze richieste sono anch’esse molto alte. Bisogna conoscere mercati e strumenti, e considerare che l’arena del trading è la più competitiva dei mercati finanziari, essendo quella con la posta in gioco maggiore.

Si compete con i professionisti del settore, molto spesso i trading desk di grandi banche o di fondi specializzati, che hanno competenze molto specifiche su determinati strumenti (ad esempio euro-dollaro o futures sul petrolio) e si focalizzano solo su quelli.

Si può fare trading su qualsiasi cosa ma gli asset più volatili sono quelli che più si prestano al trading: forex e commodities. Nel trading ciò che si muove molto in termini di prezzo genera più opportunità (a condizione di indovinare timing e direzione dei movimenti, cosa tutt’altro che semplice).

Diventare trader è facile, guadagnare non altrettanto

Negli ultimi anni, grazie alla tecnologia, l’accesso ai mercati finanziari è diventato alla portata di tutti. È possibile acquistare o vendere strumenti finanziari in autonomia, fare trading o investire sui mercati globali senza bisogno di alcun intermediario. Non è più necessario interagire con gli impiegati della propria banca, basta avere un conto online e una buona connessione internet.

Se investire o speculare è certamente più semplice ciò non significa che ottenere un profitto sia diventato più facile.

Molte persone si affacciano al trading spinti dal miraggio di soldi facili e veloci. Complice la pandemia che ha velocizzato la digitalizzazione ad oggi, anche nel nostro paese, si sono letteralmente moltiplicati i servizi che vendono segnali di trading o corsi che promettono di spiegare un metodo infallibile.

Molto spesso le persone nuove al mondo dei mercati finanziari confondono l’accesso all’investimento con la possibilità di ottenere alti profitti o rendimenti.

A volte si usano impropriamente strumenti finanziari (a titolo di esempio i contratti futures) per speculare, anziché come strumento di hedging (copertura). Spesso vengono commessi errori facilmente evitabili: ci si avventura in mercati molto rischiosi, confondendo una scommessa con un investimento; si parte con l’idea di fare trading, per poi trasformare una posizione di breve termine in un investimento di lungo periodo (per non incassare una perdita).

L’aspetto emotivo, come dicevamo, spesso prende il sopravvento e porta alcuni ad aumentare l’esposizione per rimediare ad una posizione che sta andando male. Questa spesso è la strada più breve verso la perdita totale del capitale.

Il risultato finale è che a trarne profitto sono le piattaforme che offrono l’accesso ai mercati (come eToro o Robihood) grazie ai costi di transazione; mentre gli utenti registrano passivi su passivi.

È utile comprendere che chi si approccia al mondo degli investimenti talvolta suppone che l’intermediario o il consulente indipendente rappresenti solo un costo. Non cogliere il ruolo di competenza ed esperienza si rivela però un grave errore. Dati alla mano, la percentuale di persone che realizzano un profitto nel mondo del trading è molto, molto basso (inferiore al 10% del totale).

A mio parere, l’investitore fai da te dovrebbe tenersi a distanza di sicurezza dal trading. Oppure destinare al trading solo una piccola parte del proprio patrimonio. In nessun caso dovrebbe travasare fondi dalla gestione destinata agli investimenti a quella destinata al trading.

Cosa significa selezionare un investimento

Selezionare l’investimento adatto significa considerarne tutti gli aspetti, quindi non solo il rendimento. È necessario valutare l’effetto dell’investimento nel complesso del portafoglio, con l’obiettivo di bilanciare il rischio.

Diversificazione e utilizzo di strumenti finanziari adeguati al proprio profilo sono fondamentali per una corretta gestione di lungo periodo. E si rivela utile mantenere sempre un occhio sull’impatto delle commissioni sulla performance finale.

L’ investitore che accede ad un mercato può cogliere le opportunità, solo se è informato e consapevole di ciò che sta facendo. Nel competitivo mondo dei mercati finanziari, dove la posta in gioco è il patrimonio di famiglia o i risparmi di una vita, la competenza non è un optional.

Conclusioni

Talvolta capita di ascoltare le esperienze negative di chi si è avvicinato al mondo finanziario come trader fai da te. Spesso il sentimento prevalente è la delusione, alimentata dalla difficoltà di affrontare e comprendere i propri errori. Qualcuno addirittura sceglie di passare dal trading alla liquidità ferma in conto corrente.

Esiste anche un’altra strada.

La consulenza finanziaria indipendente è un ottimo modo per evitare gli errori di investimento scegliendo la competenza e l’esperienza di persone dedicate. Approfittare della guida di un consulente esperto permette di evitare tanti errori e di comprendere meglio il rapporto tra rischio e rendimento.

Se proteggere il tuo patrimonio e accrescerlo nel tempo è la tua priorità contatta RV Capital Partners. Ti aiuteremo ad allocare le tue risorse con consapevolezza e serenità permettendoti di raggiungere i tuoi obiettivi finanziari.

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RENATO VIERO, CFA

Fondatore e Direttore Investimenti

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