Quando si tratta di decidere come gestire i propri risparmi spesso la prima domanda che ci si pone è se rivolgersi a qualcuno oppure fare da soli.

Forse non tutti sanno che l’Italia è storicamente un paese di risparmiatori, ma al tempo stesso è anche uno dei paesi in cui questo risparmio non viene gestito, ma lasciato in deposito.

Non gestire il proprio risparmio significa però veder diminuire la propria capacità di acquisto a causa dell’inflazione che “erode” silenziosamente il capitale.

Piuttosto che ritrovarsi con un risparmio depositato che ha perso di valore relativo a causa dell’inflazione è senza dubbio preferibile investire il capitale per proteggerlo e farlo crescere, ma a meno di essere esperti è raccomandabile avvalersi di una consulenza finanziaria al fine di evitare errori importanti.

Cerchiamo allora di fare chiarezza e capire che cos’è una consulenza finanziaria.

Di cosa si tratta

guida consulenza finanziaria

Una consulenza finanziaria è un insieme di consigli e raccomandazioni dati da una persona qualificata in materia con lo scopo di accompagnare il cliente nella presa di decisioni che riguardano la gestione finanziaria del suo patrimonio e dei suoi beni.

È importante notare che le opinioni e le raccomandazioni pubblicate su giornali, blog, social network non sono consulenze finanziarie, ma consulenze generiche.

Alla base, infatti, del servizio di consulenza finanziaria c’è il rapporto personale tra consulente e cliente: il consulente propone delle soluzioni di investimento che rispondono alle esigenze specifiche del cliente, sia in termini di propensione al rischio che di prospettiva temporale.

Tipologie di consulenza finanziaria

In Italia oggi esistono 3 diverse tipologie di consulenza finanziaria:  

  • La consulenza finanziaria prodigata dai dipendenti di banca;
  • La consulenza finanziaria prodigata dai promotori finanziari;
  • La consulenza finanziaria indipendente.

La consulenza finanziaria che viene svolta all’interno di una banca ha lo scopo di promuovere l’acquisto di fondi, azioni, obbligazioni o prodotti finanziari nelle quali molto spesso la banca stessa ha un interesse. Ciò si traduce in un affare per la banca, ma non altrettanto per il cliente. A questo proposito ricordiamo gli innumerevoli eventi, come la vendita di azioni al pubblico della banca stessa, che hanno coinvolti vari istituti di credito nel nostro paese. C’è un evidente conflitto di interessi tra banca e cliente.

Il promotore finanziario, in qualità di dipendente, agente o mandatario, promuove fuori sede gli strumenti finanziarie di investimento esclusivamente per conto di un unico intermediario finanziario (Banca, SIM, SGR). Con legge n. 208 del 28 dicembre 2015, art.1, comma 39, il promotore finanziario cessa di esistere, sostituito con il consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede.  Il cambio di nome della professione non ne altera però la natura e le modalità, il consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede promuove sempre i servizi di un intermediario e le sue scelte saranno orientate verso quegli strumenti finanziari che gli garantiranno la migliore provvigione possibile e non il miglior rendimento o rapporto rischio/rendimento per il cliente. Anche in questo caso il conflitto di interessi appare evidente.

Il consulente finanziario indipendente, conosciuto anche in Italia con il nome di consulente finanziario autonomo, al contrario degli altri, come dice il suo nome è totalmente indipendente da banche ed intermediari finanziari e non guadagna di più o di meno in base agli strumenti finanziari che propone al cliente, egli viene remunerato esclusivamente dal cliente su parcella: questa modalità di remunerazione prende il nome di fee-only. L’interesse del consulente coincide con l’interesse del cliente: c’è un allineamento degli obiettivi. Questo garantisce che il consulente farà il possibile per cercare le migliori soluzioni in termini di prodotti finanziari, di allocazione degli attivi e per ottimizzare il rapporto rischio rendimento.

Come funziona la consulenza finanziaria indipendente

Chiarita la differenza tra le varie tipologie di consulenza finanziaria disponibili in Italia, cerchiamo di capire come funziona la consulenza indipendente.

Le fasi di una consulenza finanziaria indipendente possono essere riassunte nei seguenti step:

  1. Prima di dare inizio al rapporto di consulenza vero e proprio, consulente e cliente si incontrano e si conoscono: il cliente descrive le sue esigenze e preferenze ed esplicita i suoi obiettivi, mentre il consulente presenta il suo approccio all’investimento e alla gestione di portafoglio ed illustra il ventaglio di strumenti finanziari a disposizione del cliente in base agli obiettivi espressi;
  2. Una volta analizzata la situazione nel dettaglio e raccolti tutti i dati necessari il consulente finanziario indipendente formula una proposta su misura per il cliente, viene definito il capitale da investire e la relativa parcella; 
  3. Quando il cliente accetta la proposta e procede alla firma di tutta la documentazione richiesta per legge (incluso il questionario MIFID), la collaborazione prende ufficialmente inizio e il consulente procede ad elaborare una strategia di investimento dettagliata;
  4. Il consulente finanziario indipendente invia la raccomandazione di investimento al cliente con le indicazioni dettagliate di quali e quanti strumenti finanziari acquistare e in quale modo. Il cliente può mantenere il patrimonio nella sua banca abituale o può decidere di cambiarla su consiglio del consulente finanziario per ridurre costi e per avere accesso a tutti gli strumenti previsti dal piano. In qualsiasi caso, il consulente finanziario indipendente non ha mai accesso ai conti dei clienti.
  5. Nel caso di RV Capital partners, c’è una fase aggiuntiva che non finisce mai (o meglio termina solo con la risoluzione del rapporto di collaborazione): la fase di monitoraggio e aggiustamento continuo.

Scopri di più su come funziona la consulenza finanziaria nell’articolo dedicato al link

RV CAPITAL PARTNERS monitora costantemente gli investimenti dei clienti e rimane vigilante sugli eventi di mercato e la situazione macroeconomica, in modo da proporre tutte le modifiche di portafoglio necessarie per una gestione dinamica.

RENATO VIERO, CFA

Fondatore e Direttore Investimenti

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