Un lettore de Il Sole 24 Ore chiede come investire una somma cospicua. Meglio aspettare e farlo per gradi o investire tutto subito?

Di seguito la domanda del lettore, il nostro commento al giornale e l’articolo pubblicato sabato 22 luglio. Cliccare sull’immagine dell’articolo per ingrandirla.

Avendo ricevuto una cospicua somma in primavera (frutto di un’eredità) avevo paura di entrate sui mercati azionari e obbligazionari puntando tutto sul bilanciato in un momento in cui non era chiaro se ci trovavamo su livelli massimi dei listini.

In sostanza ho applicato la strategia Pac per mediare valori di ingresso.

L’idea era appunto quella di versare dapprima un terzo della somma pari alla metà dell’investimento totale. Poi investire un altro terzo a fine luglio e un altro terzo a fine settembre. I mercati però non hanno corretto e oggi mi chiedo se il secondo investimento sul bilanciato in questione sia opportuno farlo ora con tutte le incognite che tuttora rimangono oppure se rimandarlo a fine estate.

Secondo voi ci sono rischi di correzione o è meglio continuare nel mio programma di investimento?

“La questione che il lettore si pone è una delle più interessanti in riferimento alla finanza personale ed è stata oggetto di esame proprio quest’anno al corso che io e il Prof. Emiliano Laruccia teniamo all’Università LIUC.

Quando dobbiamo investire una cifra rilevante nei mercati possiamo:

  • investire subito l’intera somma. Metodologia denominata lump sum in inglese e pic in italiano, ossia piano di investimento del capitale;
  • effettuare una mediazione del prezzo attraverso acquisti dilazionati nel tempo. Dollar cost averaging nella denominazione inglese e pac in italiano, ossia piano di accumulo del capitale.

Dal punto di vista storico e statistico l’approccio “dilazionato nel tempo” ha una resa inferiore all’approccio “tutto subito” di circa il 2% all’anno.

Com’è possibile?

Perché i mercati sia azionari che obbligazionari hanno un “drift” positivo, ossia una tendenza alla crescita, il rendimento storico di lungo periodo appunto. Ciò significa che la strategia di dilazionare nel tempo gli acquisti pagherà solo se nel periodo in esame i mercati in cui si investe saranno in discesa.

Oltre ad avere una tendenza positiva vi è un altro aspetto da considerare, i mercati passano molto più tempo nelle fasi positive rispetto a quelle negative che sono solitamente più brusche e tendono a risolversi in breve tempo, anche questo depone a favore dell’approccio tutto subito perché si rischia di aspettare troppo tempo per una correzione.

Fatte queste premesse il lettore si chiede se mantenere fede al proprio programma di investimento dilazionato nel tempo.

Il market timing è sempre un esercizio complicato ma lo è ancor di più nell’asset class di riferimento del lettore ossia il bilanciato (componente sia azionaria che obbligazionaria) perché presuppone una discesa sia dell’azionario che dell’obbligazionario nello stesso breve periodo di tempo.

Anche questo storicamente non è accaduto spesso ed una delle eccezioni alla regola è stata proprio il 2022. La probabilità che si ripeta un evento raro non è molto alta quindi manterrei fede al programma di acquisto tenendo a mente che se investo per il lungo periodo non devo preoccuparmi eccessivamente del timing di entrata.”

differenza pac e pic

RENATO VIERO, CFA

Fondatore e Direttore Investimenti

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