Banche e intermediari finanziari presentano più di un conflitto di interessi quando si tratta di gestire i risparmi ed il capitale dei loro clienti.

Il primo, e più evidente, è l’interesse che hanno nel promuovere i propri prodotti finanziari o quelli di gestori a loro collegati, da cui prendono provvigioni.

Ce n’è anche un altro però, meno evidente agli occhi dei risparmiatori, e che potrebbe essere anche più insidioso del primo e alla lunga potrebbe costare ancora di più al cliente ed investitore.

Ma facciamo un breve passo indietro.

Conflitto di interesse #1

Nel precedente articolo sulla consulenza finanziaria indipendente abbiamo parlato di come le banche e gli altri intermediari non acquistino per il cliente i migliori prodotti finanziari, non implementino la migliore  allocazione degli attivi e di ottimizzazione del rapporto rischio-rendimento.

Abbiamo spiegato il motivo per cui le banche non propongono i prodotti finanziari ottimali per il cliente (risposta breve: perché vendono quello che li fa guadagnare di più).

Ora spiegheremo  anche il motivo per cui non viene quasi mai proposta la miglior allocazione degli attivi e la giusta ottimizzazione del rapporto rischio-rendimento.

È importante comprendere che gli istituti finanziari mirano a massimizzare il proprio profitto e quello dei loro azionisti.

Conflitto in interesse #2

Il secondo conflitto di interessi di cui parliamo oggi riguarda la composizione del portafoglio.

Tendenzialmente, per massimizzare la percentuale di prodotti da cui guadagnano di più come intermediari, le banche puntano su fondi azionari e, in generale, su fondi più rischiosi. Questo porta a far detenere ai clienti il maggior rischio possibile in ogni dato momento in termini di allocazione degli attivi.

Ma facciamo un esempio concreto: il fondo azionario globale di una popolare società di gestione italiana costa il 3.95% all’anno, a cui vanno a sommarsi il 3% di commissioni di sottoscrizione, da pagarsi una volta all’entrata nel fondo, e un 20% di commissione di performance. Tale fondo può essere replicato con un ETF globale che costa lo 0.12% all’anno e che non ha commissioni di entrata o di performance. 

Per il lettore che non lo sapesse, un ETF è un exchange-traded fund, un tipo di fondi d’investimento aventi il fine di replicare un indice di riferimento (benchmark) con interventi minimi e sono quotati in borsa con le stesse modalità di azioni ed obbligazioni.

Il fondo obbligazionario della stessa società, invece, costa il 2.10% all’anno più tutte le altre spese. Ora, semplificando, dal punto di vista della banca:

3.95% > 2.10%

I fondi azionari hanno commissioni molto più alte degli altri, soprattutto rispetto all’obbligazionario.

Il conflitto d’interesse dunque è la tendenza delle banche ad avere uno sbilanciamento nell’allocazione azionaria che può divenire particolarmente insidiosa in determinati momenti storici.

Con i tassi a zero e la situazione creditizia peggiorata dalla pandemia Covid19 il profitto delle banche ha subito contraccolpi importanti e l’asset management è una delle aree da cui ancora traggono maggior redditività. A condizione però che non venga consigliato ai clienti di cambiare l’allocazione anche se si intravede volatilità all’orizzonte: farlo vorrebbe dire far venir meno la principale fonte di guadagno.

Conflitti di interesse: in conclusione

Il secondo tipo di conflitto di cui abbiamo dato maggiori dettagli oggi va a sommarsi al primo (che riguarda i prodotti inefficienti e costosi inseriti nei portafogli).

Anche un lettore che si affaccia in questo settore e non ne conosce tutti i meccanismi, comprende che i due conflitti di interesse confluiscono nel generare performance mediocri, se non disastrose in tutte le fasi di mercato.

Questo fenomeno spiega anche il perché l’Italia sia oggi uno dei paesi con maggior ricchezza ferma nei conti correnti. Se l’offerta di investimenti finanziari è così rischiosa e poco performante appare normale che non vi sia una grande domanda per questi servizi!

Fortunatamente, a differenza di alcuni anni fa, adesso l’alternativa esiste.

La risposta viene riassunta dal nostro motto: esiste una via migliore. È infatti possibile fare molto meglio di quanto attualmente proposto da banche e intermediari rivolgendosi a gestori avulsi da conflitti di interesse.

RV Capital Partners nasce proprio con l’intento e la missione di offrire all’investitore e risparmiatore la miglior gestione possibile servendo solo ed esclusivamente i suoi interessi.

La nostra consulenza:

  1. È priva di conflitti di interesse di qualsiasi tipo,
  2. È remunerata dal cliente sotto forma di fee di gestione (e non cambia né in base ai prodotti finanziari scelti né in base all’allocazione),
  3. Consiste nel produrre performance al netto dei costi e secondo la propensione individuale al rischio del cliente,
  4. È totalmente trasparente.

Questo significa che non siamo sempre e indistintamente al massimo della percentuale di rischio accettata dal nostro cliente: il nostro valore aggiunto è quello di capire quando il rischio viene remunerato adeguatamente e quando ciò non avviene. Capire quando si avvicina una tempesta o quando possiamo navigare a gonfie vele.

E se il rischio non viene remunerato abbastanza in un determinato momento nulla vieta di fare delle scelte diverse finché il nostro rigoroso processo quantitativo non ci suggerisce di fare altrimenti. Non ci sono solo azioni ed obbligazioni, ci sono molte altre asset class da cui trarre rendimento. Gran parte dell’insoddisfazione dei clienti delusi dal sistema tradizionale di gestione dei portafogli nasce da un profilo di rischio troppo alto, di cui si rendono conto solo nei momenti di crisi, o dall’incapacità del loro gestore o consulente attuale di modificare il portafoglio al cambiare delle condizioni di mercato.

Noi offriamo ai nostri clienti trasparenza. I clienti sono certi di avere al proprio fianco un gestore professionista dedicato solo ed esclusivamente alla cura del loro patrimonio e dei loro interessi. Senza un budget minimo di prodotti da vendere o azionisti da accontentare. E questo si traduce in performance massimizzate in linea con i propri obiettivi e le proprie preferenze in termini di rischio. La nostra promessa è quella di aiutare i nostri clienti ad ottenere quello che vogliono dal mercato finanziario, che si tratti di massimizzare le performance azionarie o di proteggere un patrimonio dall’erosione dell’inflazione.

Se desideri maggiori informazioni sulla consulenza puoi prenotare una chiamata gratuita. Saremo lieti di assisterti e guidarti serenamente verso il tuo prossimo investimento.

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RENATO VIERO, CFA

Fondatore e Direttore Investimenti

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